curvadong Inviato: 12 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 nuove BR, un sindacalista tra gli arrestati. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 12 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 nuove e continue agenzie sulla questione tra gli obiettivi pare anche il (qui da me) pluricitato Pietro Ichino, il giuslavorista di sinistra che da anni predica e auspica l'avvento di una sinistra modernizzatrice, onesta e a-demagogica. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 12 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/c...smo-lavoro.html Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 12 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 http://www.lastampa.it/redazione/default.asp Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
castano_chiaro Inviato: 12 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 beh mi sarei aspettato che facessero irruzione anche a montecitorio con i sovversivi che ci ritroviamo al governo Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 12 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 La lettera di Ichino alle BR 4 anni fa http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronach...ra_ichino.shtml Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Brasileiro Inviato: 12 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 12 Febbraio 2007 Le BR sono (oggi) un gruppo di folli senza arte nè parte totalmente slegati da qualsiasi contesto storico. Il fatto che abbiano messo nel mirino Ichino e Berlusconi (non si può pensare a due persone così distanti per cultura e visione) fa solo pensare a quanto male in arnese siano. Bene che li abbiano bloccati, c'è così tanta confusione che un attentato delle BR potrebbe solo complicare le cose per menti deboli e con poca capacità di analisi. ciao Brasi Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
castano_chiaro Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 Non si fa che parlare della 'grandiosa operazione' messa a segno dalle forze dell'ordine per catturare i nuovi esponenti delle 'nuove br' ma alla fine andando a vedere chi erano le nuove temibili br? un gruppetto di 4enni nostalgici poco noti alle cronache che avevano assoldato una 20ina di ragazzetti poco piu che ventenni probabilmente accalappiati nei centri sociali. ok d'accordo avevano in mente di attaccare la villa di berlusconi e di fare attentati a sky tv e al giornale di feltri ma ci sarebbero riusciti? perchè alla fine le br degli anni 70 misero a ferro e fuoco il paese, erano gente con le palle capeggiati da personaggi come toni negri ecc. ma questi qui si sono fatti infinocchiare alla prima occasione. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 13 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 Purtroppo Braz tutto questo non è casuale.Non è il frutto della bizzarria di 10 elementi annoiati.O lo è certamente nella misura in cui lo era anche 25 anni fa.Non può essere casuale che in un paese occidentale, democratico e c.d. civile succeda da 10 anni, seguendo un filo evidentemente ininterrotto dal passato, che persone si organizzino per uccidere esponenti di quella sinistra riformista e antideologica che in Italia tarda così tanto a spiccare il volo rispetto al resto d'Europa. Non può essere casuale la chiara e (questa volta) provata collusione tra il sindacato (Fiom) e questi gruppi terroristi.E' proprio per la minimizzazione del problema a mio avviso che noi, unico tra i paesei moderni nel quale esiste ancora la lotta armata di classe, rinunciamo a capire e a dargli soluzioni adeguate. Il problema è ovviamente l'agitazione che ancora viene fatta della bandiera comunista, mai davvero mondata da riconoscimenti inappellabili a parte quelli tardivi e 'facili' di Napolitano e di pochi altri, laconici e cmq mai strutturali a livello politico.Il problema è la ricerca continua che in questo paese si fa della contrapposizione sociale e non parlamentare, più l'incultura media della gente che assiste a tutto questo. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronach.../13/marro.shtml Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
castano_chiaro Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 ieri a matrix hanno fatto vedere un paragrafo della loro rivista partigiana dove parlavano di 'borghesia imperialista' ahahahah ma vi rendete conto? siamo nel 2007 e parlano di borghesia imperialista! non hanno ancora capito che il comunismo è morto e sepolto e che alla gente la borghesia imperialista piace tanto. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 13 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 L'anacronismo di quelle frasi va proiettato sugli esiti delle urne dove i partiti che vogliono rifondare o (saltando uno step ^_^ ) hanno già rifondato il comunismo, in Italia pigliano percentuali altissime e a loro volta anacronistiche ma assolutamente vere. Biagi e D'antona chi li ha ammazzati?Una banda di cialtroni come questi, organizzata come questi da qualche ex brigatista.Eppure sono bastati a mettere un paese sotto scacco o comunque in grave difficoltà politica.Morire a sinistra perchè si vogliono fare le riforme è grave xxxxx miei, lo è nel 2003 come oggi se avvenisse di nuovo.Se una banda di cialtroni riuscisse ad ammazzare ancora per questi motivi sarebbe cmq un fatto gravissimo per il quadro inequivocabile che darebbe del fermento sociale esistente nel paese. questi non sono raptus di gente imprevedibile, i focolai e i sintomi dell'ennesimo 'sbaglio' messo a lievitare dalla interpretazione politica che si dà in certa sinistra sono continui e reiterati.A giugno a Firenze ci furono minacce a firma BR a dirigenti di importanti aziende nazionali per le quali sono nate diverse inchieste. il paese deve scegliere quale sinistra volere senza più nessun indugio e nessuna strumentalizzazione. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Brasileiro Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 (modificato) sarebbe un discorso molto complesso. Il Sindacato ha pagato col sangue di alcuni suoi esponenti l'opposizione alle BR in passato. Rossa per esempio, ma anche Lama e il suo discorso post rapimento Moro e l'attacco che ricevette nel 77 durante una assemblea studente, o la gambizzazione di Gino Giugni. Addentrarsi nella storia delle BR è utile a patto di mettere da parte chiave di lettura univoche e semplicistiche. E comunque il sindacato è come la democrazia: anche se funziona male, l'obiettivo è riformarlo ecnon sopprimerlo o tacciarlo tout court di eversismo. ok d'accordo avevano in mente di attaccare la villa di berlusconi e di fare attentati a sky tv e al giornale di feltri ma ci sarebbero riusciti? perchè alla fine le br degli anni 70 misero a ferro e fuoco il paese, erano gente con le palle capeggiati da personaggi come toni negri ecc. Vedi quanto dico che sei un po' ignorantello...Toni Negri non ha MAI dico MAI guidato le BR. Guidava un movimento extraparlamentare chiamato Potere Operaio che si poneva in antagonismo alle BR e che aveva una linea completamente diversa. Vedeva quelli delle BR come dei folli privi di ideologia. I rapporti tra le BR e Toni Negri sono sempre stati tesissimi..anche in carcere (alcune brigatisti lo volevano far fuori). Adesso fatti la ricerca su Google per vedere se ho ragione. e la prossima volta se devi intervenire, invece di scrivere a vanvera e fare confusione fra pere e mele, perlomeno studia. :60: Modificato 13 Febbraio 2007 da Brasileiro Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
castano_chiaro Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 il paese deve scegliere quale sinistra volere senza più nessun indugio e nessuna strumentalizzazione. premesso che a mio avviso le nuove br sono solo un gruppo di dilettanti allo sbaraglio sennò ne avrebbero fatti di danni ma a parte ciò non è tanto il paese a dover scegliere ma sono i partiti politici che devono scegliere se certi loro esponenti li devono mettere in galera o portarseli in parlamento. credo che faccia più male al fine della strumentalizzazione se tu mi porti in parlamento uno che ha reati penali di terrorismo. ad ogni modo l'atmosfera degli anni 70 era completamente diversa dagli anni odierni dove i 'terroristi' (terroristi???) sono confinati ai centri sociali, negli anni 70 il brigatismo rosso era presente come una ragnatela nelle fabbriche dove la 'lotta operaia' ai padroni era davvero sentita ecco xchè i br di oggi non fannp paura a nessuno, certo possono uccidere o fare degli attentati ma rimangono casi isolati e non sono fenomeni sovversivi in grado di innescare problemi democratici come negli anni 70 dove alle spalle c'era il blocco sovietico e la guerra fredda. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 13 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 Articolo di Ichino oggi sul corriere nessun dubbio che il sindacato abbia pagato un prezzo durissimo, lo stesso Ichino è un ex sindacalista.Il problema è far accettare, a tutto il sindacato, l'idea di riformismo non come un fatto eversivo.Ed è amio avviso tragico che questo sia il problema nel 2007.Le persone uccise sono state tutti tecnici e studiosi di sicuro stampo democratico.Ma come dimenticare la campagna mediatica durissima e ampiamente oltre il limite fatta da Cofferati contro Biagi mesi prima del suo omicidio? Un mestiere così pericolosodi Pietro Ichino perché in Italia fare questo mestiere è così pericoloso? Carlo Castellano, dirigente industriale colpevole di accordi innovativi sull’organizzazione del lavoro, ferito gravemente, poi perseguitato ancora per anni dagli stessi aggressori (1977); Filippo Peschiera, giuslavorista, democristiano di sinistra, ferito gravemente (1978); Guido Rossa, sindacalista Cgil all’Italsider, ucciso (1979); Gino Giugni, giuslavorista, grande architetto delle riforme in materia di lavoro fin dagli anni Sessanta, ferito gravemente (1983). E ancora: Ezio Tarantelli, economista del lavoro, ideatore della riforma della scala mobile che ci ha consentito di vincere la scommessa di Maastricht, ucciso (1985); Massimo D'Antona, giuslavorista, consigliere dei ministri del Lavoro e dei Trasporti, ucciso (1999); Marco Biagi, giuslavorista, autore della riforma che porta il suo nome, ucciso (2002); e sono solo i nomi più noti tra i tanti che negli ultimi trent'anni hanno pagato col sangue il loro impegno sul fronte del lavoro. La vicenda di quest'ultima riforma del lavoro può aiutarci a capire almeno un aspetto di questo meccanismo infernale. Marco Biagi ha scritto di suo pugno il progetto di una legge sul mercato del lavoro, che era per molti aspetti la naturale prosecuzione del cammino di riforma avviato con le leggi Treu del 1997. Ma che cosa disponesse davvero quella legge non interessava molto, né a destra né a sinistra. Al governo di centrodestra interessava soltanto presentarla come «la grande liberalizzazione », quella che avrebbe fatto del nostro mercato del lavoro «il più fluido d'Europa»; all'opposizione di sinistra non è parso vero di prendere il «nemico» in parola, presentandola come la legge della «liberalizzazione selvaggia», che avrebbe «spalancato le porte al precariato». Da una parte e dall'altra se ne è fatto un simbolo: bandiera da sventolare per gli uni, da abbattere per gli altri; indifferenti tutti a che cosa prevedesse davvero. Solo qualche anno dopo — ed è cronaca delle ultime settimane — ci si è accorti, dati alla mano, che quella legge non aveva prodotto alcun aumento del precariato e anzi forniva, con le norme sul «lavoro a progetto», alcuni buoni strumenti per combattere l'abuso del lavoro precario: strumenti di cui il governo Prodi si è immediatamente avvalso con la circolare sui call center; e che a molti imprenditori sembrano semmai fin troppo severi. Peccato che, nel frattempo, le Brigate rosse avessero pensato bene di fare dell'autore stesso di quella legge un simbolo da abbattere. La scoperta dell'errore commesso sul «lavoro a progetto» non basta perché cessino le opposte faziosità. Invece di ragionare pragmaticamente sulle molte parti della legge che richiedono qualche correzione o qualche integrazione, si continua con il muro contro muro. Se si rinuncia (a denti stretti) ad abrogare le norme sul «lavoro a progetto», occorre «almeno» sopprimere in blocco le norme sul «lavoro a chiamata» e quelle sullo staff leasing. Nessuno si cura del fatto che il «lavoro a chiamata» sia un tipo marginalissimo di contratto che è sempre esistito (i camerieri ingaggiati per un banchetto, le hostess per un congresso, ecc.) e che continuerà a esistere anche se si abrogheranno le poche norme con cui la legge Biagi si propone di regolarlo. Quanto allo staff leasing—pacificamente sperimentato in molti Paesi, tra cui la vicinissima Svizzera, con piena soddisfazione dei sindacati—nessuno si cura del fatto che si tratti di una forma di organizzazione del lavoro fortemente stabile, al quale si applica senza eccezione la protezione massima dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; a nessuno interessa che l'alternativa allo staff leasing, da noi, sia il lavoro in una miriade di aziendine appaltatrici di servizi, con poche o nulle protezioni efficaci. La legge Biagi è un simbolo da abbattere: se non la si può cancellare del tutto, occorre a tutti i costi cancellarne almeno una parte. Pazienza se questa cancellazione è del tutto irrilevante, o addirittura controproducente, rispetto all'obbiettivo sbandierato di combattere il precariato. Perché dico che questa vicenda può spiegare almeno un aspetto della pericolosità del mestiere del giuslavorista o dell'economista del lavoro? Perché il lavoro è materia che scotta; e lo studioso che fa bene il suo mestiere, in questo campo, è costretto troppo sovente a dire cose che urtano contro dei tabù, contro un modo fazioso e non pragmatico di affrontare le questioni, tipico del dibattito italiano su questi temi. Chi non si rassegna a omologarsi con il «pensiero corazzato» dell'un campo politico o dell'altro rischia di trovarsi isolato e schiacciato tra le opposte faziosità. Viene temuto come il demonio dalle vestali di quel «pensiero corazzato», perché il suo discorso problematico squalifica i loro slogan facili, le loro scorciatoie concettuali ; quindi finiscono col demonizzarlo, nel tentativo di chiudere il dibattito prima ancora che esso si apra. Solo a parole, si intende. Ma nel nostro Paese c'è ancora qualcuno che la «chiusura preventiva del dibattito » la intende in un altro modo. 13 febbraio 2007 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Brasileiro Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 Sotto la scure del terrorismo sono caduti essenzialmente 1) Giudici 2) Poliziotti / Carabinieri 3) Giornalisti 4) Economisti / Giuristi / Sindacalisti Se controlli le % il numero di politici è minimo. Detto questo, i signori arrestati sono semplicemente una manica di folli (forse sarò riduttivo ma la penso così). Le BR degli anni 70 si muovevano in ben altro contesto e humus sociale ed erano un prodotto vero di quei tempi. C'è una assunzione che fai di contiguità di certe frange del sindacato su cui credo di avere la storia dalla mia parte: il sindacato è stato un vero e fiero oppositore del terrorismo rosso, anche perchè capiva che esso gli sottraeva terreno vitale. Che alcuni elementi possano aver deragliato, cosi come dal PC per abbracciare la lotta armate è vero , ma è anche vero che tali elementi sono stati isolati prontamente. Non credo proprio che ci sia connessione alcuna tra gli attacchi di Cofferati e la morte di Biagi. Biagi aveva in mente una cattiva legge, Ichino ha delle idee che si possono condivedere ed altre no, proprio no, ma da qui a dire che chi non segue Ichino Leninista è mi sembra un salto un po' ardito che nemmeno l'idiozia delle nuove BR penso possa legittimare. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
clifford Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 (modificato) ieri a matrix hanno fatto vedere un paragrafo della loro rivista partigiana dove parlavano di 'borghesia imperialista' ahahahah ma vi rendete conto? siamo nel 2007 e parlano di borghesia imperialista! non hanno ancora capito che il comunismo è morto e sepolto e che alla gente la borghesia imperialista piace tanto. Castano, vorrei fare presente che sebbene il "comunismo" sia morto, come laconicamente affermi tu, l'imperialismo invece, intendendo per esso la colonizzazione manu militari di paesi da parte dell'Occidente ed in particolare degli odierni U.S.A. è più vivo che mai. Anzi, il problema è proprio che nessuno si contrappone, neanche per mero interesse particolare, come faceva una volta l'Unione Sovietica, a questo fenomeno. Mi sembra tutto troppo semplificatorio. :60: Modificato 13 Febbraio 2007 da clifford Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 13 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 Braz abbiamo discusso tante volte di questa cosa....ti invito a focalizzare sulla ideologia antiriformista consustanziale a certa sinistra che, come si evince dall'ultimo articolo di ichino, detta una storia di morti o feriti tutti scelti tra giuslavoristi riformisti, magari ex sindacalisti. quando tu dici che le br di allora erano un movimento che aveva un humus e quindi 'vero' al contrario di quelle odierne, purtroppo ti rispondo che vorrei crederti, io come tutto il paese, che nota invece come le collusioni tra parti minoritarie del sindacato (mica tutte evidentemente....) e frange terroristiche siano solo il braccio deviato, prima che armato, di idee di contrapposizione classista dure a morire, se appunto vivono ad oggi in parlamento. Tutto questo è anacronistico nel senso che lo è il brodo di coltura terorrista che esiste ancora oggi, non perchè il medesimo sia assente o non pervenuto. La legge Biagi che definisci 'sbagliata' è stata analizzata in ogni pertugio da qualunque studioso, nessuno si sogna di dire oggi che abbia aumentato il precariato, perchè i dati lo sconfessano.La stessa legge è stata accettata oggi anche da Diliberto, seppur con il vincolo dell'essere integrata e adeguata ai nuovi risultati prodotti.Operazione che mai nessuno ha considerato improponibile, tantomeno lBiagi nelle sue stesse intenzioni. il dubbio quantomeno, di aver raccontato falsità alla gente sulla legge Biagi a detrimento della verità dei fatti dovrebbe essere un fatto accettato xchè accertato, riflettere invece su quanto abbia pesato sulla morte di Biagi l'allestimento mediatico, e non solo, di quello che a sinistra taluni hanno definito un "linciaggio morale" dovrebbe essere un imperativo etico. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Brasileiro Inviato: 13 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 13 Febbraio 2007 (modificato) Ci muoviamo su due linee di pensiero diverse (non è una novità). Le BR degli anni 70 sono un fenomeno sociale, per quanto criticabile, e prodotto coerente della società in cui presero vita. Verso la fine degli anni 80 una casa editrice di Sinistra, poi scomparsa, si prese la briga di iniziare una opera filologica sulla base di volantini, comunicati etc etc e di ricostruire tutto l'eversivismo di sinistra dalle sue manifestazione libertarie e emancipatorie (i gruppi femministi, radio radicale per citarne due) fino a Prima Linea, le ROnde Proletariel le Brigate Rosse etc etc. All'epoca avevo 20 anni ma comprai i libri (ne uscirono 3) e me li lessi voracemente. Furono alcune tra le innumerevoli letture che intrapresi sulla lotta armata: pensavo (e penso) che sia un periodo storico troppo importante perchè qualsiasi cittadino non ci si debba accostare e tentarne una interpretazione. Mi ricordo che in quel libro su cui si discuteva senza pregiudizi ed attenuanti sulle cause che avessero prodotto l'eversivismo. si citava tra le varie possibili fonti interpretative la teoria di un sociologo famoso, di cui mi sfugge il nome. Questa teoria diceva che quando le istituzioni politiche sono incapaci di raccogliere una serie di istanze provenienti dalla società civile, di filtrarle, interpretarle, mediarle, allora si crea una spaccatura, un vuoto rappresentativo che viene colmato da forme che vanno ben al di là dell'associazonismo canonico. Solo gli ignorantelli possono pensare che le BR si fosssero svegliate un giorno e avessero detto "Oops! famo la rivoluzione.". Il movimento di sinistra extraparlamentare era molto molto forte e variegato, e si nutriva di una dialettica interna cosi vivace che non si poteva, pur criticandola. non riconoscere la connessione con diversi problemi di quella società. Un po' come la Lega: si può non essere d'accordo con i metodi le parole, ma i fondamenti sociali su cui poggia la sua esistenza come partito s ono concreti e reali. L'eversivismo anni 70 era un universo politico cosi variegato ed esteso, ed influente, che ridurlo ad una esperienza di guerriglia sarebbe riduttivo. Con questo non voglio dire che le bR degli anni 70 facessero bene, ma che al di là della condanna dei metodi c'era molto altro e molto molto meritevole di riflessione (mai di accettazione). Nel caso di questi figuri, c'è invece la pura semplice idiozia criminale. Per concludere ritengo (forse a torto forse a ragione) che la sinistra con le sue contraddizioni e scheletri, le sue disonestà e i suoi slanci abbia contribuito nel mio paese molto più di altre culture ed ideeologie a costruire una coscienza civile ed una cultura dello stato. E' un giudizio di sintesi, ben consapevole delle grande storture accadute nel passato ed accadenti nel presente. ma ad una sintesi ci si deve comunque arrivare. Io ho sempre ritenuto la cultura democristiana irricevibile e quelle liberale italiana troppo servile o troppo cane sciolta e quindi inconcludente per potermi indurre ad un ripensamento. Forse in altri paesi sarebbe accaduto. Nel mio no. ciao B. Modificato 13 Febbraio 2007 da Brasileiro Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 14 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 14 Febbraio 2007 Braz il presupposto della tesi del sociologo da te citato è che qualunque movimento popolare si autoleggittimi come fenomeno contestuale e socialmente fisiologico nel momento in cui semplicemente nasce.E' davvero un pò troppo semplicistico.Erano legittimate le Br a interpretare la protesta sociale in quel modo, anche solo a livello teorico escludendo le realizzazioni delittuose? La tesi del sociologo darebbe ragione anche delle Br attuali se presa alla lettera.Allora diciamo meglio che certi fenomeni sono sempre espressione di un tessuto connettivo che c'è. sicuramente il clima sociale dei '70 era diverso da quello attuale, chi vuole discutere questo?Il fatto è che proprio al variare di quel clima, il fermento politico in Italia è rimasto abbastanza uguale a sè stesso. Per quanto sconclusionate (ma ripeto sufficienti per ammazzare pezzi di stato) le br degli ultimi 10 anni non possono essere lette come isole ideologiche separate dal contesto culturale e politico del paese. Ernesto Galli della Loggia sul corriere di oggi All'onorevole Violante non sono piaciute per nulla le parole pronunciate dal suo collega Bondi, coordinatore di Forza Italia, il quale, a proposito del nucleo di Brigate Rosse appena scoperto, ha osservato che «la sinistra non è riuscita a prendere le distanze da quel mondo che galleggia tra l'extraparlamentarismo e l'eversione». Ancora meno deve avergli fatto piacere sentirsi ricordare dall'onorevole Sacconi, sempre di Forza Italia, alcune parole di Lama: «La sinistra deve mettere un confine a sinistra. Non può raccogliere tutto». Capisco l'irritazione di Violante. Il quale però immagino che una domanda almeno se la ponga, e se non se la pone gliela poniamo noi: «Come mai secondo lui l'Italia è l'unico Paese dell'Europa occidentale in cui il terrorismo di sinistra sembra inestirpabile? L'unico in cui rinasce continuamente? È colpa di Berlusconi, del "doppio Stato", delle condizioni climatiche, o di che?». Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
clifford Inviato: 14 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 14 Febbraio 2007 Elevando il livello del discorso, come stanno già facendo Curva e Brasileiro, in effetti si può sostenere che Le BR abbiano raccolto istanze sociali disattese dalle istituzioni, con tutte le loro storture e le loro contraddizioni. Sull'impossibilità di "estirpare" il cd. terrorismo rosso, aggiungerei cheilk nostro è stato il paese occidentale su cui più si è combattuta la battaglia contro il "comunismo", in considerazione della massiccia adesione popolare a tutte le forze politiche che si dichiaravano marxiste. Anche il cd. terrorimo nero presenta delle zone d'ombra, di collegamento con le istituzioni, francamente molto inquietanti. Noi siamo stati il teatro di una battaglia sotterranea tra U.S.A. (CIA) da una parte, e PAesi dell'Est dall'altra, volendo sintetizzare al massimo. PErtanto, i nostri, sono spessissimo fenomeni internazionali, non solo nazionali. Ciao! Curva, da operatore del diritto che si occupa di diritto del lavoro, posso dirti che la sulla cd. LEgge Biagi se ne sono dette di tutti i colori, ma l'impianto ideologico ad essa sotteso è chiaro e tende a precarizzare i rapporti di lavoro. Quando avrò più tempo, magari, se vorrete, potrò sintetizzare le novità, ma il giudizio posso darlo subito. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
curvadong Inviato: 14 Febbraio 2007 Autore Segnala Share Inviato: 14 Febbraio 2007 Non è vero Clifford, non precarizza nulla di più di quello che nn avesse precarizzato Treu e anzi migliora molte fattispecie contrattuali. in effetti si può sostenere che Le BR abbiano raccolto istanze sociali disattese dalle istituzioni, questa è già un'altra cosa!!!!Io ho detto che i fenomeni terroristici, più o meno bene articolati e strutturati, emergono sempre da un tessuto che per quanto mascherato e diluito c'è ed è rappresentativo di posizioni politiche cmq presenti per quanto minoritarie o marginali.Parlare invece di "istanze sociali disattese" è già un giudizio di valore che sposta di molto l'analisi ed elude, dandola per risolta, la questione della plausibilità di quelle istanze e del loro effettivo essere state disattese, lasciando perdere per un attimo il modo in cui si è scelto di dare loro una risposta. nemmeno aiuta, Clifford, ricordare in questo frangente il terrorismo di destra o di stato.Non aiuta perchè non è oggetto della discussione, ma soprattutto perchè non è vincolante per chi compie questi atti di terrorismo. Il mirino oggi viene puntato contro quelli che in italia prendono il nome di giuslavoristi impegnati a riformare il diritto del lavoro, nella direzione nella quale tutte le socialdemocrazie d'europa si sono già mosse da almeno 10 anni.La faccenda è quindi molto specifica. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
clifford Inviato: 14 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 14 Febbraio 2007 (modificato) Curva, guarda che non intendevo fare un discorso del tipo terrorismo di destra = terrorismo di Stato. Anzi, ritengo che non possiamo escludere che alcuni componenti delle stesse BR siano stati manovrati dai servizi segreti italiani o statunitensi. Le BR, insomma, quali pedine di un disegno di più ampio respiro... Riguardo alla legge Biagi, ti assicuro, da persona che lavora con il diritto del lavoro, che le nuove figure contrattuali, quali la somministrazione di manodopera, oppure nuovi istituti quali le certificazioni del rapporto di lavoro, sono state introdotte dalla stessa legge Biagi con effetti sfavorevoli e precarizzanti verso il lavoratore (detto molto in sintesi). La legge TREu all'epoca ha legittimato, per la prima volta ed in deroga al divieto di intermediazione di manodopera (Scusate il tecnicismo), il cd. rapporto di lavoro interinale, ma con molti più limiti e vincoli di uso da parte delle imprese della attuale somministrazione di manodopera. Sento spesso dire qui che la TREU avrebbe introdotto le cd. collaborazioni coordinate e continuative. E' FALSO. Le cd. "co.co.co." hanno origine in una prassi. La legge Biagi per la prima volta le ha regolamentate, tant'è che il problema non è nella legge Biagi, il problema è che non può esistere, a mio modo di vedere, un rapporto di lavoro che stia a metà tra il lavoro autonomo e quello subordinato, e che sia precario come il primo e vincolante per il prestatore d'opera come il secondo. In altre parole, un rapporto di lavoro deve essere o autonomo o subordinato, con le garanzie e i vantaggi della singola tipologia: non si giustifica nè giuridicamente nè, a maggior ragione a livello di caratteristiche intrinseche, un tertium genus di rapporto di lavoro, la cd. collaborazione a progetto. Tra l'altro non sono d'accordo con l'idea che le riforme propugnate oggi, anche dalla cd. sinistra, siano favorevoli e recheranno un miglioramento per l'economia. Questo è un giudizio di valore non suffragato da alcun dato scientifico. Potrei controbbatterti che, al contrario, solo una politica di tutela del lavoro potrebbe garantire un aumento dei consumi, con un miglioramento complessivo della situazione economica. Insomma, non bisogna accettare, secondo me, l'assioma RIFORME (anche del lavoro), attualmente propugnate = MIGLIORAMENTO sociale. Scusate la lunghezza. :60: Ciao! Modificato 14 Febbraio 2007 da clifford Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
billo Inviato: 15 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 15 Febbraio 2007 Sarebbe bello se tu,visto che si tratta della tua materia,ne parlassi in maniera ancora piu semplice(lo so son ignorante)in merito a Biagi,e lo stesso ichino. Resta il fatto che fare la rivoluzione ,giungere a dei risultati senza un confronto dialettico ,democratico,è davvero obsoleta come cosa.Socilogicamente mi intereessa piuttosto capire cosa spinge un 24 enne operaio,ad abbracciare la lotta armata.Adesso che siamo nel 2007. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
castano_chiaro Inviato: 15 Febbraio 2007 Segnala Share Inviato: 15 Febbraio 2007 billoSocilogicamente mi intereessa piuttosto capire cosa spinge un 24 enne operaio,ad abbracciare la lotta armata.Adesso che siamo nel 2007. Lo vuoi sapere cosa lo spinge? allora te lo dico io: la mancanza di ideali, già pare un controsenso ma è così. questa gente ha un senso di fallimento per cui alla fine trova nell'eversione e nella lotta armata un modo per sentirsi protagonisti, importanti insomma. e sai una cosa, non li trovo poi tanto diversi da quelli che vanno ad ammazzare i poliziotti allo stadio. è la stessa pasta. nb: clifford che l'imperialismo sia piu vivo che mai mi pare ovvio ma i tempi sono così radicalmente cambiati che è davvero assurdo che senza quella struttura comunista che c'èra negli anni 70, 4 gatti possano pensare di sovvertire la democrazia imbracciando le armi. purtroppo come dicevo a billo la mancanza di ideali veri, il senso di fallimento ecc. fa si che poi altri si approfittino di questa gente convogliandoli in delle strade che li portano alla fine a marcire in un carcere e nulla di più. ma tu ce la vedi l'italia sovvertita da una rivolta antimperialista dove vige il comunismo? ahahahah non siamo ridicoli. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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