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pipirom

E' arrivata l'ora anche per me!!!

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Dottore sarei felicissimo di vederla alla pari dei suoi colleghi oltreoceano(sarei il primo avenire a piedi da Macerata),ma ha visto i risultati che danno in una sola seduta.... http://usuarios.lycos.es/forotc/neo/neo.html

 

Ma lo sapete che significa questo RISOLVERE NEI 4 HAMILTON IL PROBLEMA CALVIZIE!!

Le chiedo è possibile oggi in Italia avere un risultato del genere??

Dei chirurghi italiani ho visto dal vivo solo lavori repellenti e foto oscure che persino mio nonno sembrerebbe Little Tony!!

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hai pienamente ragione novalcono. risultati del genere non credo si possano avere in italia. tutti dicono che il trapianto ti da 4 peli in piu. questo forse e vero per i chirurghi italiani ma come vediamo nelle foto dell ragazzo spagnolo il risultato e fantastico. partire da una situazione in cui lui era quasi calvo ed invece nelle ultime foto e messo molto meglio di me che ho 20 anni.l'attaccatura bassa e la foltezza mi sembrano inarrivabili per i chirurghi italiani. cioe se lui fa un altro trapianto cosi diventa un supercapellone.

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Chiederò al Dr.Hasson di farmi una linea frontale come quella.Parto da una situazione iniziale nettamente migliore rispetto al ragazzo spagnolo,credo che avrò bisogno di un numero di grafts tra i 1200 e i 1500 al massimo.Ragà,ma avete visto che risultato?Io pure se li ho scelti mica è che ci creda più di tanto eh....Questo era quasi pelato e adesso ha più capelli di me.Boh!Proviamo un pò.Intanto l'unica cosa sicura è il miglioncino che gli devo spedire lunedì!Dottor Morselli ma Uebel ottiene risultati così?

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Guest Dott. Morselli

Gordongekko:

Ivo Pitanguy ha avuto l’anno scorso qualche problema di salute, che ha ben superato e ora ha ripreso l’attività nella sua clinica di Rio. Ha scritto la prefazione al testo di Carlos Uebel sulla hair restoration.

 

BoyRM76:

potrà trovare le mie osservazioni sulla FUE nel post Salusmaster “FUE – LO STATO DELL’ARTE” del 29 aprile u.s.

Quelli che la propongono di solito si guardano bene dall’usare il termine “punch” per i brutti ricordi che questo nome richiama, ma è pur sempre di un punch che si servono per estrarre le FU.

Lo strumento è stato usato per 30 anni (dal 1958 al 1988) nella hair restoration, nel corso dei quali col ridursi delle sue dimensioni per mitigare l’effetto bambola si constatava la distruzione e la ridotta sopravvivenza di parte dei follicoli prelevati.

I proponenti della FUE non hanno ancora pubblicato i dati di sopravvivenza dei capelli prelevati con punch di 1 mm o meno di diametro, e non possono affermare che non si formino cicatrici nell’area donatrice: non esiste uno strumento chirurgico in grado di tagliare la cute senza provocare cicatrici. Inoltre le tecniche “aperte” predispongono alle infezioni.

La moderna chirurgia della calvizie è nata anche con l’uso dello stereomicroscopio che ha consentito di individuare e rispettare le FU prima di sezionarle: strapparle alla cieca senza prima vederle contraddice questa fondamentale acquisizione della hair restoration.

I possibili clienti debbono essere avvisati che la promozione della FUE manca di documentazione scientifica.

 

Mysterprada:

può darsi che Jones sostenga che vi è solo un 2 – 5% di danno follicolare, ma stranamente scrive su “Dermatologic Surgery” che solo 1 cliente su 4 è il candidato ideale alla FUE (FOX classe 1), mentre gli altri subiscono un danno che può arrivare al 20% (FOX classe 2) e oltre.

 

MathiasREX:

se parliamo di abilità individuale, che sarebbe superiore da parte di coloro che praticano la FUE rispetto a quelli che Lei chiama “strip surgeons”, tenga presente che questi hanno usato i “punch” per 30 anni, nel corso dei quali dovrebbero avere imparato a maneggiarli, prima di liberarsene grazie alle “strip”. Quanto ai risultati estetici superiori, aspettiamo di vedere quando nell’area donatrice si saranno sommati gli effetti di 3 – 4000 FU estratte, anzichè delle 6 – 700 attualmente presentate. Uno dei cattivi ricordi dell’uso dei punch era proprio l’aspetto ispido della capigliatura nucale, definito "a cespuglio di rovi".

Stranamente, nel suo scritto il dott. Cole sembra non conoscere i principi dell’espansione cutanea, parla della cute come se fosse un tessuto semirigido e inerte, mentre essa ha enormi potenziali di crescita ed estensione: tutta questa critica alle strip è basata su presupposti a mio avviso non corretti.

Quanto alla “hair multiplication”: non sono termini che il dott. Gho ha in esclusiva, tra l’altro nella sua richiesta di brevetto non li usa (mi sembra parli piuttosto di “diffusion” wink.gif. Ma a parte ciò il dott. Gho è solo uno dei tanti (tantissimi) che studiano la moltiplicazione dei follicoli, e uno dei pochi che ne parla su Internet. Parla di cellule del follicolo da introdurre nei pori della pelle (ma qual’è la densità dei pori? Hanno la stessa direzione dei capelli? Come si rapportano alle papille dermiche dalle quali i follicoli traggono nutrimento? E la ghiandola sebacea si riproduce anche lei?): il follicolo è una giungla di cellule diverse, incluse le staminali, e per ora nessuno ha ancora capito da quali di queste cellule possano originare i nuovi follicoli (ammesso che il “primum movens” stia nel follicolo...). E i test di cancerogenicità? Quando si stimolano cellule di tipo embrionale a moltiplicarsi questo è il primo rischio potenziale da tenere in considerazione. Occorrerano anni, forse decenni per chiarirsi le idee.

 

Garcia76

Il paziente spagnolo trasmesso da nocalvono non mi entusiasma: mi sembra che si notino parecchi ciuffetti, dovuti all’alto contrasto cute (bianca) / capelli(neri). Personalmente, farei più attenzione soprattuto ai grafts inseriti sul davanti, completando se necessario il rinfoltimento con una seconda seduta. Meglio il biondo segnalato da Sansone: la tecnica è uguale, ma il minor contrasto cute / capelli rende l’aspetto decisamente migliore.

eek4.gifsmile.gifeek4.gif (colori di Modena)

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Buono spunto doc.

Chiedero a Rob Jones dei chiarimenti su quanto da lui scritto, anche se credo che il suo riferimento scientifico sia piuttosto datato.

In ogni caso Cole pratica ancora la strip così come Jones e questo rappresenta un recente esempio:

http://www.hairlosshelp.com/forums/message...&threadid=23483

 

Non capisco quale sarebbe per due questi due eccellenti professionisti la ragione del passaggio alla FUE, dal momento che sono comunque al top anche nella tecnica strip e le garantisco che hanno le agende piene per mesi.

Per sua informazione ho postato poco fa i risultati di Cole sulla transection rate della FUE (dal 3 al 10%).

Saluti

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Volevo soltanto ricordare agli utenti di questo forum una regola fondamentale, della quale si è discusso molte volte sul forum ed a causa della quale abbiamo perfino litigato in alcune circostanze.

 

Si tratta di un parametro fondamentale nella valutazione di un trapianto.

 

Attenzione a basare i vostri giudizi, su questo o quel chirurgo, limitandovi esclusivamente alle fotografie.

 

Questa regola vale per tutti: chirughi italiani, stranieri o provenienti da Marte.....

 

Ve lo dico per esperienza personale...credetemi!!!!

 

Vedere un paziente in fotografia e vedere lo stesso paziente dal vivo spesso si passa dal giorno alla notte!!!

 

I chirughi, anche quelli seri e preparati, mettono in rete o vi mostrano le foto migliori dei loro interventi migliori.

 

Usano le angolature di luce propizie, nascondono qualche particolare negativo ritoccandolo (oggi con i computer non è poi molto difficile).

 

Niente di tutto questo viene fatto in malafede: la pubblicità è l'anima del commercio e le fotografie dei propri pazienti, per un chirurgo della calvizie, rappresentano materiale pubblicitario.

 

Purtroppo continuo a leggere di gente che radica le proprie convinzioni ed emette sentenze basandosi solo e soltanto sulle fotografie.

 

Se volete rendervi veramente conto dei risultati ottenibili con un trapianto fate in modo di incontrare i pazienti in carne ed ossa e scrutate attentamente CON I VOSTRI OCCHI il lavoro eseguito sulla loro testa, possibilmente alla luce del sole o sotto quella di un bel faretto alogeno.

 

Ciao

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Guest Dott. Morselli

BoyRM76:

l’era moderna della chirurgia della calvizie è nata con l’invenzione delle megasessions (oltre 1.000 micro/minigrafts innestati, Carlos Uebel, 1983) e con l’introduzione dello stereomicroscopio per la dissezione dei grafts (Bobby Limmer, 1987), la cui progressiva diffusione nella seconda parte del passato decennio ha sostanzialmente soppiantato ogni altro tipo di hair restoration chirurgica.

Non è necessario usare sempre lo stereomicroscopio: la sua utilità si è rivelata maggiore nel rilevare che non si deve esagerare con le sezioni piuttosto che nel suggerirne l’uso costante, per cui la stragrande maggioranza dei grafts possono essere confezionati a occhio nudo o con un debole ingrandimento, il che riduce fortemente i tempi d’intervento. La nostra scuola ne prevede l’uso in 3 casi particolari:

 

1) In pazienti con densità di capelli molto bassa nell’area donatrice. In questo caso attorno alle FU vi sono ampi interstizi di collagene e fibre connettive, questo materiale viene rimosso e le FU vengono trapiantate “pulite” e ben vicine tra loro, aumentando la densità nell’area ricevente.

2) In pazienti con grande quantità di ghiandole sebacee. In questo caso, oltre ad eliminare gli interstizi “ripuliamo” in parte le ghiandole responsabili dell’untuosità e della comparsa di cisti che si formano 3 – 4 mesi dopo l’intervento (“oily cysts” wink.gif.

3) Facoltativo, per creare la linea frontale, ove trapiantiamo FU di 1 o 2 capelli.

 

Ma attenzione, il microscopio non compensa una scarsa preparazione tecnica dell’operatore, anzi la può peggiorare: la presenza di sofisticati strumenti nelle sale operatorie ove si pratica la chirurgia della calvizie non è assolutamente una garanzia di preparazione e professionalità dell’equipe che esegue gli interventi.

Alla clinica DHI usano ampiamente i microscopi a 3D per creare grafts molto piccoli da trapiantare sull’intero cuoio capelluto: è un uso a mio avviso improprio dello strumento.

La FUE/FIT contraddice i due pilastri della moderna hair restoration, nel senso che non consente megasessions e non vede le FU prima di estrarle. Resta a mio avviso per ora una soluzione in cerca di problemi.

smile.gifeek4.gifsmile.gif

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Non sono d'accordo condividendo quanto afferma John Cole.

Comunque doc ne riparleremo quando tornerà da New York a fine Ottobre. smile.gif

 

__________________________________________

 

I cannot say about FUE or the Woods technique, but our procedure (FIT) is not blind.

We watch as we cut and we correct our angle as the angle of hair growth changes.

This is especially important with fragile hair, body hair, and cases of significant scarring.

 

Le ricordo poi quanto indicato nel 12mo regolamento dell'ISHRS.

 

___________________________________________

 

 

XII. The select member shall continue to study, apply and advance his/her knowledge in the field of surgical hair restoration.

 

___________________________________________

 

 

Comunque è un contraddittorio interessante, il futuro dirà chi aveva ragione wink.gif

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Grazie dottore per la sua risposta esauriente.

Quando dice:

quote
Alla clinica DHI usano ampiamente i microscopi a 3D per creare grafts molto piccoli da trapiantare sull’intero cuoio capelluto: è un uso a mio avviso improprio dello strumento.

Intende dire che secondo lei non andrebbero fatti grafts troppo piccoli? confused.gif

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Guest Dott. Morselli

Intendo dire che i grafts non debbono essere tutti piccoli, quelli più grossi con 3 - 4 capelli sono necessari per dare volume al vertex. Se si riducono tutti a 1 - 2 capelli, significa che molti follicoli vengono danneggiati perchè vengono suddivise le FU di 3 - 4 follicoli, e significa inoltre avere minore densità di capelli nell'area ricevente.

Lo scopo della DHI è a mio avviso di poter utilizzare l'implanter, nel quale non entrano i graft più grossi, per tutti i grafts che trapiantano.

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