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E' il momento degli anti-infiammatori?


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Da un po' di tempo a questa parte alcuni studiosi di un certo livello (tra cui la dottoressa Tosti) stanno cominciando a spostare l'attenzione, nell'ambito dell'alopecia androgenetica, dal puro e semplice DHT - con il suo rimorchio di presunti complici e presunti antagonisti - per focalizzare maggiormente la componente immunologica del problema caduta dei capelli, e l'infiammazione che ne può conseguire a livello cutaneo.

Personalmente ciò mi fa un grande piacere, così come trovo confortante che, dopo un'iniziale fase di completa infatuazione per una teoria assai deludente come quella del deidrotestosterone - fase nella quale mi sembra di poter dire che si fosse instaurata una sorta di terrorismo psicologico per cui non si poteva pubblicare un qualsiasi scritto in merito ai capelli senza farvi comparire almeno una decina di volte le fatidiche sigle 5AR e DHT; per non parlare di cosmetici stile Cheratin Crinex che uscivano in "nuove versioni", "rinforzate" con l'anti-DHT di turno, tirato fuori dal cilindro magico -, stiano ora uscendo allo scoperto studi che portano avanti, con fierezza e senza inutili pudori, punti di vista completamente nuovi e, a mio parere, estremamente più interessanti che non la sbrigativa attribuzione di tutta la colpa al solo DHT, che pare oggi essere solo l'ultima catena di un lungo e articolato processo le cui premesse sono da cercarsi altrove.

Del resto, molti di noi non hanno avuto i risultati sperati con i tanto decantati anti-DHT (finasteride e revivogen in primis), e anche l'agognata dutasteride non sembra fornire risultati apprezzabilmente superiori a quelli, diciamolo chiaramente: scarsi, ottenuti da finasteride. Inoltre, anche se la cosa non è mai stata ufficializzata, la "vulgata popolare" e il passaparola hanno sempre lasciato intendere che finasteride non possa invertire un processo degenerativo di calvizie già abbondantemente avviato, ragion per cui il sospetto secondo cui gli anti-DHT agiscano tutt'altro che alla radice del problema è quanto mai fondato.

Vi sono poi altri aspetti del problema capelli che la ramanzina classica sul DHT non riesce a spiegare (anzi, diciamo pure che non ci prova neanche), in primo luogo:

 

- se è vero, come si dice, che ogni singolo capello è programmato geneticamente per la caduta o meno (io, fossi il Creatore, non avrei riservato 140.000 geni solo per i capelli... e penso che non l'abbia fatto nemmeno Lui) - secondo un trend che è diventato istericamente dilagante ("è un fatto genetico!", "è un fatto genetico!", strillano le baccanti furiose, ottenebrate dal ditirambo del solito pistolotto sulla genetica) - allora come si spiega che intere aree dello scalpo diventano calve e altre no? Come si spiega la progressione dei "pattern" definiti dalle varie scale Hamilton e compagnia bella? Come si spiega che, anche quando la calvizie non segue uno di questi pattern, ne segue comunque altri (diradamento diffuso, calvizie con conservazione della linea frontale)? La teoria del DHT non mi sembra in grado di spiegare decorosamente le omogeneità e disomogeneità che il fenomeno segue, né il fatto che tale fenomeno attraversa un decorso ben preciso (per molte persone: prima una vaga stempiatura, poi questa diventa più pronunciata, poi... ecc.).

 

- il prurito, che, pur essendo una fenomenologia non omnipresente ma comunque assai diffusa (oltre che, in molti casi, una componente, nel complesso del problema capelli, ancor più grave che non la caduta in sé e per sé), è assai poco studiato, e direi pure poco valorizzato, in sede di ricerca medica: senza dubbio esso è una chiave utilissima per la comprensione delle reali dinamiche degenerative che affliggono i capelli - e prima ancora il cuoio capelluto - e malgrado ciò ben poche analisi del problema partono da lì, anzi il prurito sembra essere considerato un fatto secondario e di puro contorno. Si getta così nel cestino, come fosse carta straccia, una preziosissima opportunità per arrivare ad una reale comprensione dei fatti; il tutto peggiorato da irriverenti affermazioni: "è un puro fatto di stress; prego, sono duecentomila". Ben pochi studiosi partono dall'analisi di questo problema, così chiaro, sofferto, manifesto, e dunque di primaria rilevanza fenomenologica, per trovare in esso le radici del problema capelli.

 

In merito a questo secondo punto vorrei portare la mia esperienza personale. Da quando perdo capelli soffro di un incessante prurito, che nessuno ha mai saputo spiegare accettabilmente, né tantomeno curare. Si tratta di un fatto sostanziale, non contingente né tantomeno rimuovibile agendo alla superficie con uno shampoo. Per la verità, quello che io chiamo "prurito" è un complesso di tre diverse sensazioni: una percezione dolorosa, tipo ago conficcato nella pelle, un senso di leggera bruciatura, e poi un prurito vero e proprio.

Ebbene, questa fenomenologia sembra perfettamente coerente con le idee di chi, oggi, studia il problema capelli partendo da un punto di vista immunologico e infiammatorio: il senso di ago conficcato nella pelle potrebbe essere un segnale del fatto che la cute avverte il capello come un corpo estraneo, esattamente come avviene con un organo trapiantato, il bruciore potrebbe essere un fatto di natura infiammatoria strettamente correlato con l'"estraneità" del capello, e il prurito forse uno "stratagemma" della cute per indurre a rimuovere il capello, se non addirittura un sottile strato della cute.

 

Certo, anche queste idee lasciano aperti molti interrogativi, ma a mio parere non c'è dubbio che questi interrogativi letti in questo contesto risultano più fecondi che non se forzatamente innestati nel ristretto alveo della sopravvalutata teoria DHT, ormai giunta all'evidente esaurimento delle proprie risorse.

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Ciao Tigro.....

per quel poco che ne so io,nessun esperto di capelli da molto tempo ritiene il DHT l'unico e il solo responsabile della caduta di capelli ma sono concordi nel dire che è una parte di un processo molto complicato e articolato che ancora oggi non si ignora.....

La soluzione secondo me sta nell' integrazione di piu' teorie(quella del DHT,quella per cosi' dire "infiammatoria",quello dello "stress"....).....non esisterà mai,secondo me,la Pillola che ti faccia ricrescere tutti i capelli ma al massimo una combinazione di piu' farmaci che agiscano su fronti diversi.

Non dimentichiamoci che la finasteride in molti soggetti è stata utile(ma non definitiva...) per arrestare la progressione della calvizie:certo non si puo' ignorare neanche che in molti altri casi questo principio attivo non ha dato risultati visibili ...ma bisogna cercare di essere oggettivi!

Per quanto riguarda la tua prima domanda :si ritiene che in certe zone dello scalpo(quelle delle zone alopeciche )differiscono dalle altre per recettori particolarmente sensibili al DHT(se sbaglio,Docale mi correggera') e quindi nelle zone prive di questi recettori non si sviluppera' calvizie.Questo spiegherebbe anche il perchè nei soggetti non alopecici il DHT non risulta letale per i capelli ......Per quanto riguarda la progressione dell'alopecia androgenetica ricordiamoci che ogni individuo è geneticamente diverso da un altro e ne consegue che la progressione della calvizie risulta differente(come è diversa la progressione della vecchiaia o della pubertà) !

Riguardo al prurito.....secondo me è poco studiato in quanto è una causa a valle rispetto alla perdita di capelli.Questo non toglie il fatto che un bravo dermatologo dovrebbe cercare di arginare questo problema con i farmaci ad oggi disponibili(a proposito Tigro...i cortisonici li hai provati?)......

Questo comunque risulta un mio parere,senza la benchè minima intenzione di avere esposto la "Verità" tongue.gif

Ciao !!!

-Dep-

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Ciao Tigro,

mi trovo perfettamente d'accordo..

Anche la mia perdita di capelli è sempre stata accompagnata da prurito e infiammazioni di vario genere. Infatti nelle zone dello scalpo dove si manifestavano con maggior intensità le irritazioni, avveniva e purtroppo avviene tutt'ora un evidente diradamento. Nonostante ciò, i dermatologi che mi hanno visitato, (prima dell'era DHT), hanno sempre escluso una relazione tra le ifiammazioni e l'alopecia...

Cia.

 

P.S.

Ing. Tigro, ma allora frequenti il poli di Mi?! Siamo forse "colleghi"? smile.gifwink.gif

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Ciao Tigro ....ti merita un applauso e anche la mia piu' intensa stima!!!

Hai centrato tutti i punti di cui noi 'sfortunati'(almeno per quanto mi riguarda) andiamo incontro durante la calvizie.

Hai centrato in pieno anche quello che vorrebbero farci credere in merito alla calvizie!!!!

Il punto e' questo purtroppo non ci hanno capito nulla!!!

Provano a dare delle spiegazioni logiche dove la loro povera mente non arriva

Ed intanto ti spillano denaro per pozioni magiche ed intrugli inutili

Tigro sono con te!!!!

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Eh sì, sono un tigro-ingegnere del Politecnico di Milano. Mi mancano solo cinque zampate ad una laurea elettronica! smile.gif

 

Ultimamente ho visionato un po' di materiale relativo a Emu Oil e lo trovo interessante. Sto traducendo qualcosa di succoso che tra breve si materializzerà magicamente sul sito.

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  • 3 months later...

Tigrotto anche io ho letto tutto anche perchè sono perfettamente d'accordo con te,anche io sento nelle zone diradate la sensazione di avere migliaia di aghi conficcati ed in oltre queste zone al tatto si presentano più calde e pruriginose,sintomo chiaro che in queste zone dove perdiamo i capelli è in atto un processo infiammatirio in quanto la cute sente i nostri capelli "alterati"come qualcosa di estraneo da espellere.A me alla laurea in medicina mancano ancora 11 zampate e ti faccio i complimenti per aver capito quanta incompetenza ed atrofia cerebrale vi è in molti "dermatologi" che non fanno altro che ripetere dht e 5alfa mentre le nostre teste vanno in ebollizione.Per la mia esperienza ti posso dire che ho usato Aloe Vera Gel(l'ho gia' finito quello al 99'9%non è facile da trovare)ed ha buona azione antinfiammatoria,io addirittura a volte metto la borsa del ghiaccio sulla testa e devo dire che il prurito e il sebo diminuiscono ma aimè aumentano le emicranie.Da provarela Mesoterapia e la Crioterapia entrambe agiscono sull'infiammazione.Teniamo duro!

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Ciao Tigrotto,

anche io ho sempre sofferto di prurito nelle zone dove stavo perdendo i capelli.

La sensazione è sempre stata quella da te descritta, esattamente uguale.

 

Infatti non ho MAI prurito nelle zone ai lati o dietro la testa, ma soltanto nelle zone dove mi sto diradando, nelle tempie e un po' più dietro.

 

Secondo me comunque tutti noi avremo la nostra "cura" definitiva quando finalmente riusciranno a clonare dei bulbi insensibili al DHT etc ed a reinserirli al posto di quelli "malati".

A quel punto, addio calvizie; riavremo la nostra vita tutta per noi!

 

Secondo la mia ignorante opinione, questa sarà la giusta via da prendere.

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Ben detto Drugo !!

La clonazione dei follicoli rimane la via più promettente wink2.gif

L'unico problema, come sempre, sarà il suo costo inaccessibile per la maggior parte di noi.... almeno per i primi anni.

 

Ps. io non ho mai avuto sto prurito lancinante.... eppure....

CIAO smile.gif

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Non è molto carino che tu mi attribuisca, anche se in via indiretta, l'intenzione di ideare bufale. Ho lanciato una proposta di discussione e di riflessione, che puntualmente è caduta nel vuoto perché sembra che gli specialisti del settore abbiano sempre altro di cui occuparsi. Quello che ho cercato di far capire con una certa urgenza è che per molti di noi il problema del prurito non è "altro", bensì un dato sostanziale - non dirò la causa principe, ma senza dubbio una fenomenologia di evidenza centrale, non foss'altro (che) per la vivezza con cui si manifesta - che nelle anamnesi DHT-compiacenti viene generalmente trascurato, e fatto rientrare dalla finestra come fosse una curiosità di second'ordine.

Non posso, dunque, che rivolgere il mio ringraziamento a chi ha testimoniato di aver sofferto o di soffrire tuttora dello stesso problema, oltre a chi, viceversa, afferma di non averne mai sofferto, perché questo prezioso archivio di esperienze è ciò che più di tutto ci aiuta a dare il senso della autentica complessità del problema calvizie. Si rivela ancora una volta, con sconfortante evidenza, come il sogno di Salus di fornire con questo sito un vivace punto di incontro tra specialisti del settore sia ancora ben lungi dall'essere una realtà. E il tuo piglio nella discussione, Careca, non è di particolare aiuto in tal senso.

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Caro Tigrotto e/o Torello evidentemente hai frainteso le mie affermazioni!

Io non contesto il fatto che possa esistere in molti soggetti affetti da androgenetica una sensazione di "prurito" e/o di "punture da spillo" a livello della cute, anzi l'ho confermato come dato anamnestico!

Ma da lì ad affermare (cito testualmente)che:

 

"il senso di ago conficcato nella pelle potrebbe essere un segnale del fatto che la cute avverte il capello come un corpo estraneo, esattamente come avviene con un organo trapiantato, il bruciore potrebbe essere un fatto di natura infiammatoria strettamente correlato con l'"estraneità" del capello, e il prurito forse uno "stratagemma" della cute per indurre a rimuovere il capello, se non addirittura un sottile strato della cute."

 

...........di strada ce ne passa!!!

La discussione "seria" e "scientificamente" corretta non si imposta su supposizioni di fantasia ma su dati clinicamente evidenziabili e dimostrabili!

La scienza non è un "dogma" ma nemmeno una "opinione"!

 

Beijinhos............Careca.

 

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Sua presença alegrar meu coraçao!

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Ma fino a che le opinioni non vengono proposte... non si va da nessuna parte. E le opinioni possono essere proposte da chiunque, per poi essere vagliate dagli addetti ai lavori.

Ti inviterei poi ad apprezzare maggiormente l'uso che faccio del condizionale.

 

Comunque, questa tua (ennesima) irrisione alla buona mi è spunto per una riflessione che faccio volentieri, malgrado sappia che non la giudicherai di tuo gradimento.

 

Una cosa che mi è parso di intuire, osservando (seppure, lo riconosco, molto dall'esterno) l'attività della ricerca medica, è che si è radicato una sorta di spasmodico attaccamento al "dato", al "rilevamento", che si manifesta nella cautela infinita (salvo poi, talvolta, uscire con sparate che lasciano il tempo che trovano; forse per sfogare tanta cautela?) con cui gli uomini di scienza elaborano teorie; e questo è ottimo, senonché temo che un simile atteggiamento abbia leggermente disincentivato gli scienziati nei confronti dell'attività speculativa (nel senso latino del termine: riflessione). Mi sembra, cioè, che per una malintesa (o forse dovrei dire: intesa con eccessivo rigore) esigenza di aderenza ai fatti, ai dati "concreti", si stia trascurando l'importanza che, per lo scienziato, dovrebbe avere il rivestire anche il ruolo di "pensatore", oltre a quello di "ricercatore". Se penso (rifacendomi forse un po' aneddoticamente a quanto ho studiato su questi personaggi) a figure come Pasteur o Mendel (spero apprezzerai il fatto che non tiro fuori i soliti inflazionati esempi di Galileo e Leonardo) vedo in primo luogo degli intellettuali, e poi degli scienziati. Diciamo che (forse per un vizio mentale di sapore ottocentista, che unisce romanticismo e positivismo, me ne rendo conto) li vedo come degli intellettuali della scienza, e non solo come persone che si trastullano con piselli in mano tongue.gif o che giocano col cane rabbioso della vicina. Con tutto il rispetto, comunque, per questo "giocare", che si chiama "sperimentare", e che è fase imprescindibile del procedere scientifico.

Oggi mi sembra di vedere una scarsa audacia di pensiero, e non solo (come ti affretterai a dire) per motivazioni economiche, ossia perché l'audacia di pensiero non paga (almeno nell'immediato), ma anche perché forse la figura dello scienziato che porta avanti delle idee elaborate "a tavolino" rischia di degenerare in quella dello scienziato "favolista", o addirittura nella figura dello scienziato "pazzo", che pur di vedere realizzate le proprie teorie non si pone scrupoli.

Eppure io penso che ci possa essere spazio anche per questa dimensione, nell'attività scientifica, anche perché il puro e semplice esercizio della "concretezza" rischia, alla lunga, di essere controproducente: chi si attiene ai fatti con il massimo scrupolo, chi aderisce in maniera radicale ai dati (non a caso in ingegneria si adotta il termine inglese overfitting, che significa "sovra-aderenza", ovvero "eccessiva dipendenza"), se da un lato non rischia di "partire per la tangente", dall'altro rischia di non "vedere" tutte le implicazioni che potrebbe trarre dai dati in proprio possesso (o rischia di vedere implicazioni valide solo nello specifico caso, e non valide in generale). Ciò che avviene è, in sostanza, analogo a ciò che succede a chi legge un giornale mettendoselo troppo vicino agli occhi.

Si è lungamente discusso del fatto che formulare teorie a priori è pericoloso perché può diventare una pratica fine a se stessa - o addirittura deviante rispetto alla realtà -, ma altrettanto fine a se stesso può, all'estremo opposto, diventare il non praticare mai l'esercizio dell'astrazione, che è uno strumento prezioso per mantenere una certa "distanza di sicurezza" dai fatti.

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La coniugazione verbale non ha molto peso, la discriminante è data solo dallo stabilire all'inizio se si vogliono fare delle "chiacchere da salotto" oppure discutere di argomenti "clinicamente" e "scientificamente" verificabili.

 

Beijinhos...........Careca.

 

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Io dico solo che da uno scalpo sano, possono nascere capelli sani.....

Non sara' un'affermazione scientificamente esatta, sta di fatto che ho potuto constatare anchio, che l'uso di prodotti per la cura dello scalpo ,giova molto alla salute dei capelli..

E' un dato di fatto che una persone prova su se stesso e che magari non viene riportato sui libri...

Questo vale per tutti i tipi di prodotti, bisogna provare, solo dopo si potranno fare delle riflessioni.....

Se una persona che non lo ha mai provato, mi dice che ad esempio il Folligen non serve a niente, beh gli risponderei prova e poi fammi sapere.....

Tutti rispondiamo in modo diverso alle varie terapie , ecco perche' io dico che l'unico modo per trovare la nostra terapia ideale e' provare tutto quello che vi e' a disposizione...

Io ho fatto cosi', mi ci sono voluti quasi 4 anni e un mucchio di soldi , ma poi ho trovato quello che cercavo.....

Caduta indotta, aumento delle prestazioni sessuali e cose del genere, non le considererei propio bufale.....

Sono fenomeni che esistono e che vengono riscontrati da molte persone, sono un dato di fatto, anche se non sappiamo bene da cosa dipendono.....

In conclusione , voglio dire che tutti i quadri clinici devono essere appronfonditi, si tratti di DHT , prurito o cose del genere, nulla deve essere trascurato e lasciato al caso......

ciauzzzzzzzz wink2.gif

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Forse qui non ci riusciamo a capire!

Io non voglio mettere in dubbio o contestare tutte le affermazioni che si leggono in questo Forum circa le (presunte) cause che dovrebbero condurre alla caduta dei nostri preziosi e beneamati capelli.

Però (mi ripeto) una cosa sono le "chiacchere da salotto" altra sono le argomentazioni che fanno capo a evidenze clinicamente e scientificamente dimostrabili.

Giusto per tornare all'argomento "caduta indotta" (assai strillato nel Forum)in letteratura medica non esiste nessun caso di tale fenomeno, scientificamente dimostrato e collegabile all'uso di minoxidil e/o finasteride.

Eppure sono anni e anni che tali farmaci vengono sottoposti a oservazione.

Chiedo, in merito a ciò, anche il parere degli altri medici che intervengono nel forum qualora fossero a conoscenza di casi, clinicamente evidenziati,in cui tale fenomeno venga attribuito all'uso delle citate sostanze.

Poi nel Forum ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni e propagandare le proprie teorie in merito...........ma "l'evidenza clinica e scientifica" sono altra cosa.

Con questo non pretendo certamente di avere una spiegazione per ogni fenomeno (per lo meno con i mezzi di indagine di cui siamo forniti), ma se si vuole dare un'informazione corretta e scientificamente accettabile a coloro che leggono (come già detto) si deve stabilire fin dall'inizio se vogliamo fare "salotto" o argomentare con le affermazioni (pur limitate e provvisorie) che la conoscenza scientifica attuale ci/vi mette a disposizione.

 

Beijinhos............Careca.

 

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Vorrei fare un pò di "salotto" se mi è permesso smile.gif

Quando ho iniziato la cura col Proxiphen ho avuto un'aumento della caduta per ca. un mese e non è stata solo un'impressione, dato che perdo i "preziosi e beneamati" capelli dall'età di 17 anni, quindi ho acquistato un certo "occhio clinico". In seguito ho letto di molti altri che hanno avuto questo strano fenmeno che possiamo chiamare "caduta indotta" o "paperino", il concetto non cambia...

Sono agli antipodi dall'avere conoscenze mediche, mi baso solo sull'esperienza personale (che ho notato, però, abbastanza frequente).

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sono d'accordo col succo della teoria delle infiammazioni, certo è un pò buffa la questione degli aghi...

anche x la mia esperienza, ritengo che lì dove c'è maggiore infiammazione, c'è anche maggiore caduta..ecco io ho una caduta diffusa...che va oltre le categorizzazioni hamilton..e mi accorgo che nei punti di maggior sofferenza, in quanto a prurito, sono anche meno i capelli...

io ho forfora...e ho meno capelli, non dove ho + forfora, ma dove, applicando + topici aggressivi, quali acido salicinico...mi hanno infiammato e distrutto i capelli

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Mi ero "perso" questo post!

Non so il parere dei colleghi in merito a quanto è stato esposto..........ma a mio giudizio cerchiamo di non creare ulteriori "leggende" sulla caduta dei capelli!

Il fatto di avvertire delle fitte tipo "punture da spillo" tirando i capelli, viene indicato da alcuni autori come un discriminante della presenza di alopecia di origine androgenetica.

Ma da lì a dire che i capelli vengono espulsi e cadono per questo motivo...........ce ne passa!

E' indubbio che l'infiammazione giochi un ruolo nella salute e nell'equilibrio del bulbo........ma non esageriamo!!!

Mantenere la cute sempre pulita e idratata combattendo forfora, desquamazione, irritazione e quant'altro è utilissimo , non per niente le teorie del Dr. Marliani sull'uso long-term di cortisonici esplicano anche questo effetto.........ma non creiamo la solita "bufala" da Forum come la caduta indotta, la finasteride randomizzata, il surplus di attività sessuale, la teratogenicità sul maschio della fina e altre amenità del genere!

 

Beijinhos...........Careca.

 

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Ok.......Calvizio.......facciamo pure "salotto" (basta saperlo!) biggrin.gif

Che ne dici dell'ultimo "effetto", censito proprio oggi sul Forum (post di Nando), ad opera della Finasteride, ovvero la sua capacità di aumentare la pigmentazione (scurire di colore) dei capelli?!

Io personalmente lo trovo formidabile soprattutto per quelli come me che a 45 anni cominciano a essere un pò "brizzolati"! wink.gif

 

Beijinhos e .........Buon Anno a tutti!

 

Careca.

 

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