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Stick and Place: come operiamo


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12 risposte a questa discussione

#1 Guest_Dott. Morselli_*

Guest_Dott. Morselli_*
  • Ospite

Inviato 09 settembre 2003 - 07:20

La metodica "stick and place" consiste nel praticare microincisioni nell'area ricevente, nelle quali vengono collocate le FU ricavate dalla strip.
Nel tempo d'inserimento,la parte "decisionale" è rappresentata dall'incisione: per ogni follicolo da inserire il chirurgo decide la sede d'impianto, la dimensione della lama, angola il bisturi per creare la giusta inclinazione, incide alla profondità desiderata e trattiene la punta della lama nella ferita finchè l'assistente vi ha posizionato il follicolo: questa tecnica richiede dunque 2 persone che lavorano contemporaneamente, ma la strategia dell'intervento è dettata dal chirurgo, mentre l'assistente (di regola un paramedico) ha la funzione di aiuto.
Quando a Modena opera il prof. Uebel, è questi che incide mentre la funzione di assistente è svolta dal dott. Morselli, a differenza di quanto avviene quando il prof. Uebel opera nella sua clinica in Brasile, o lo stesso dott. Morselli opera a Modena, entrambi aiutati da personale paramedico.
A Modena pertanto operano contemporaneamente sulla stessa testa sia il prof. Uebel che il dott. Morselli per l'intera durata dell'intervento.
In altri centri l'operatore si limita ad eseguire prima tutte le incisioni, e lascia ai suoi assistenti il compito di "finire il lavoro": è un metodo meno preciso, perchè manca la supervisione del chirurgo su una serie di elementi che possono compromettere la qualità dell'intervento: controllo della dimensione dei follicoli, del loro corretto inserimento in profondità etc. Inoltre le ferite che restano aperte per molto tempo prima di accogliere il follicolo rendono l'inserimento più traumatico (la natura odia gli spazi vuoti e cerca di chiuderli).
Cosa non meno importante, con il chirurgo sempre presente durante l'intervento c'è la possibilità di far confezionare dalla 2. equipe grafts "su misura" man mano che si procede, in modo da avere sempre disponibile una scelta ottimale di FU da posizionare nella sede ove al momento si innestano. Se le due equipe sono ben sincronizzate nel loro lavoro, anche i tempi di attesa delle FU preparate sono ridoti al minimo, con massima garanzia di attecchimento.


#2 vertex

vertex
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  • Località:ferrara

Inviato 09 settembre 2003 - 08:25

Io vorrei fare una domanda da quello che ho capito chiudete il prelievo nella zona donatrice con una sutura e non due.
Perche'?

#3 maxim62

maxim62
  • Salusmaster User
  • 53 Messaggi:

Inviato 10 settembre 2003 - 08:26

mi associo alla domanda di vertex che saluto e ringrazio per la sua gentilezza...:-)
x Doc Morselli...ti ho inviato (continuo il tu...) una email con riportate alcune domande sul nostro incontro con Uebel...

#4 conguero

conguero
  • Salusmaster User
  • 281 Messaggi:

Inviato 10 settembre 2003 - 12:33

Estraggo:

"c'è la possibilità di far confezionare dalla 2. equipe grafts "su misura" man mano che si procede, in modo da avere sempre disponibile una scelta ottimale di FU da posizionare nella sede ove al momento si innestano."

Ma non è la natura che stabilisce la misura delle Unità follicolari?

#5 Guest_Dott. Morselli_*

Guest_Dott. Morselli_*
  • Ospite

Inviato 12 settembre 2003 - 05:26

Vertex:
una sutura monostrato è meno traumatizzante di una a due strati. In condizioni standard è da preferire, mentre quella a due strati viene utilizzata ad esempio per riparare cicatrici: si sutura in profondità la galea mentre il cuoio capelluto si può chiudere con una cucitura più sottile e superficiale della monostrato.
Sansone 2002:
parlavo di grafts, quelli innestati nella zona posteriore possono contenere più di una FU (la maggior parte delle FU contiene 2 follicoli) per aumentare l'effetto volume.

#6 Geronimo

Geronimo
  • Banned
  • 1140 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2003 - 10:44

Salve dottore,

alcuni del forum sostengono che la cucitura a doppio strato è da preferire a quella monostrato in quanto tutela maggiormente la cicatrice dai potenziali inconvenienti post-intervento (come ad esempio l'insorgere di diastasi).

Secondo lei è vero ?

Tempo fa posi la stessa domanda a whybob71,
un utente il quale faceva di mestiere il medico ed aveva una buona preparazione in fatto di chirurgia della calvizie.

Ne parlo al passato non perchè sia morto ma perchè, da tempo ormai, non scrive più sul forum.

Whybob71 rispose che, la maggior parte dei chirurghi, non utilizza la doppia cucitura perchè nella zona nucale (area donatrice) il tessuto cutaneo è molto elastico e la sua stessa natura lo rende facilmente malleabile.

Sarà anche vero....devo dire però che...nei miei tre anni di sezione autotrapianti...ho letto molti casi di xxxxx che hanno avuto problemi e complicazioni di vario genere
legate alla cicatrice nei mesi successivi all'intervento.

#7 conguero

conguero
  • Salusmaster User
  • 281 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2003 - 04:01

Shapiro ed Hasson& Wong usano le graffe, e guarda caso producono cicatrici quasi invisibili.

#8 vertex

vertex
  • Salusmaster User
  • 48 Messaggi:
  • Località:ferrara

Inviato 13 settembre 2003 - 04:10

Vorrei dire che ho subito una cucitura monostrato e ho avuto una cicatrice di mezzo
centimetro,e due cuciture a doppio strato e ho una cicatrice pari al taglio di un unghia.
Siamo daccordo che le ultime due sono state fatte da shapiro ma e' logica che la tensione al quale la pelle viene sottoposta con le graffe o con una seconda cucitura viene scaricata in punti distanti dal taglio.
Un ultima cosa:la mia ultima cicatrice era valutabile 5 minuti dopo intervento ed e' ancora chiusa allo stesso modo un mese dopo averlo fatto.Ora io non credo che debba essere un grosso problema per un chirurgo preparato come lei mettere delle graffette a sostegno della cicatrice tanto piu'che i piu' grossi nomi usano questa tecnica con risultati eccezzionali.Quello che non capisco e'il perche'non farlo.

#9 conguero

conguero
  • Salusmaster User
  • 281 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2003 - 07:06

Sono d'accordo con Vertex, una cicatrice può schiarire col tempo ma non può certo diminuire di spessore.
Se una cicatrice è brutta dopo 10 giorni penso che sia brutta anche dopo un anno purtroppo.

#10 Aragorn

Aragorn
  • Salusmaster User
  • 844 Messaggi:

Inviato 14 settembre 2003 - 08:12

Mah, in teoria la doppia sutura dovrebbe dare i risultati migliori ed evitare spiacevoli esiti come la diastasi.
Ho letto un paio di pubblicazioni nelle quali si mostravano i risultati superiori della sutura doppia (su due livelli) rispetto a quella singola.
Bisogna considerare però che spesso gli esiti cicatriziali sono provocati dalla qualità della chiusura, dalle reazioni infiammatorie, dai giorni di permanenza dei punti e da tante altre variabili.
In teoria la chiusura con le graffette dovrebbe essere la peggiore per un utilizzo in chirurgia plastica, ma in realtà per quanto concerne la chirurgia del cuoio capelluto si rivela quasi sempre la scelta migliore, con le minori variabili e complessivamente con i risultati maggiormente predicibili.
Comunque sulle tecniche di chiusura c'è una discussione aperta che va avanti da più di dieci anni senza che si sia arrivati ad un parere universalmente condiviso.

Ciao

#11 vorticoso

vorticoso
  • Salusmaster User
  • 56 Messaggi:

Inviato 14 settembre 2003 - 10:01

Con me Uebel ha effettuato una doppia sutura, quella interna è addirittura fissa con un filo in nailon…..

Ciao


#12 Geronimo

Geronimo
  • Banned
  • 1140 Messaggi:

Inviato 14 settembre 2003 - 07:53

Infatti Morselli ha scritto nel post qui sopra che per un caso come il tuo (riparazione di una cicatrice disastrata) è preferibile la doppia cucitura.

#13 Guest_Dott. Morselli_*

Guest_Dott. Morselli_*
  • Ospite

Inviato 15 settembre 2003 - 06:05

Geronimo:
I mezzi e le tecniche di sutura incidono in minima parte sul destino delle cicatrici, che sono processi attivi dell’organismo: suture apparentemente perfette nei primi mesi, possono trasformarsi in cicatrici larghe, rilevate (ipertrofiche) o deturpanti (cheloidi). D’altra parte, suture apparentemente non ottimali possono dare cicatrici invisibili. I chirurghi plastici non garantiscono mai l’estetica delle cicatrici, mentre illustrano l’eventualità di una loro revisione, medica o chirurgica, perché sanno che il risultato in buona parte non dipende dalla propria abilità.





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