castano_chiaro Inviato: 7 Settembre 2005 Segnala Share Inviato: 7 Settembre 2005 Veri ricchi ma veri signori uomini di classe non come certi di oggi. Onassis si faceva andare a prendere dalla Grecia dove abitava all'isola di Skorpio (privata), un formaggio partiolare in Francia e un panello di pane che amava mangiare al mattino. il suo jet privato decollava tutte le mattina e fumava quei 5000 euro attuali di carburante per un panino al formaggio!! bene se vi interessa invece leggete la storia di un certo Latsis. Possedeva svariate petroliere, yacht di dimensioni pari a quelle di una torpediniera standard, alcune banche, un Boeing personale, la maggior parte di Mayflower a Londra e, tanto per variare un po', anche una piccola raffineria di petrolio. Marlon Brando ed Elton John sembravano fare parte del suo entourage fisso. Quello che distingueva Janis (John) Latsis dagli altri due "greci d'oro", Aristotele Onassis e Stavros Niyarhos, era il fatto che si fosse sposato solo una volta. Dal 17 aprile Barba Janis, come lo chiamano con deferenza i greci, non potrà più correggere questa mancanza che ne fa un magnate greco imperfetto: rimane la sua immagine di una persona per la quale spendere la propria ricchezza sospettosamente enorme era diventato una vera e propria arte. Probabilmente Onassis rimarrà sempre l'icona tipica del magnate greco, ma Latsis era la forma che ha plasmato tale icona. Con la morte di Janis Latsis si esaurisce una generazione di leggendari squali greci della finanza, che tra la fine della Seconda guerra mondiale e la seconda crisi petrolifera hanno accumulato enormi ricchezze. Ora rimane solo Vardis Vardinoyanis, che tuttavia non ha mai avuto la pretesa di paragonarsi ai suoi famosi connazionali. LA LEGGENDA DEL PRIMO MILIONE Janis è nato nel 1910, quattordicesimo dei quindici figli di Spiros Latsis, nel villaggio di pescatori di Katakolo, vicino all'antica Olimpia. Secondo altre testimonianze Janis Latsis è nato nel 1909 come diciassettesimo di ben 21 figli, ma sono contraddizioni normali nella complessa mitologia dei magnati. Nei pressi del villaggio si trova il porto di Patra, che in quegli anni era pieno di italiani. Da loro Latsis ha imparato a parlare italiano e con ogni probabilità ha assorbito parte del loro spirito avventurista. Non sorprende quindi che invece di diventare un ferroviere come suo padre, Janis abbia deciso di diventare marinaio. Dopo avere completato gli studi presso il locale istituto commerciale, Latsis ha frequentato la scuola di marina di Pirgos. A tale periodo risale uno dei primi aneddoti su di lui. Quando era studente, al fine di ottenere migliori voti Janis ha pensato bene di corrompere uno dei suoi insegnanti regalandogli un tacchino. Quando l'insegnante è passato a ritirare la propria "tangente" nella sala professori, ha trovato solo delle ossa rosicchiate. Ma era ormai troppo tardi, perché il voto era già stato scritto nel registro. Questo aneddoto è stato forse inventato dallo stesso Latsis, ma se si deve giudicare dalle sue successive pratiche di business, la storia potrebbe anche essere vera. Nel frattempo Latsis lavorava come scaricatore nei dock portuali e a 18 anni cominciava già a solcare i mari. Poco dopo, il giovane capitano comandava un battello di proprietà di Lukas Nomikos (il capostipite dell'attuale compagnia navale Nomikos Lines), con il quale trasportava frutta verso l'Italia. L'esperienza italiana ha lasciato il suo segno: fino alla fine della sua vita Latsis ha voluto farsi chiamare "capitano" [in italiano nell'originale - N.d.T.] e ha sempre indossato smaglianti uniformi italiane. Quando era vicino ai 30 anni, il novello capitano si è sposato con la sedicenne Erieta Tsukala, dalla quale ha avuto due figlie e un figlio. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando aveva ormai 35 anni, Latsis si è messo in proprio, noleggiando una nave da 300 tonnellate dal figlio del suo protettore, Markos Nomikos. Dieci anni più tardi possedeva già una somma sufficiente per costruire la nave passeggeri Erieta (dal nome di sua moglie). La fortuna ha subito arriso a Latsis. Alla fine degli anni '50 cominciava la febbre turistica greca, il cui inizio è segnato dal film "Il ragazzo sul delfino", con la partecipazione di Sofia Loren. Il film è stato girato sull'isoletta di Hidra e indovinate di chi è la nave che ha trasportato il gruppo dei cineasti? Di Latsis, naturalmente. Lavorando instancabilmente come skipper e, allo stesso tempo, come amministratore, all'inizio degli anni '60 Janis Latsis aveva accumulato abbastanza soldi per effettuare investimenti nell'industria petrolifera. Tutto però è cominciato con la nomina di Barba Janis a rappresentante della Melassa Egypt incaricato di trasportarne i prodotti in Europa. Così nel 1955 è venuto anche il primo mercantile, battezzato con il nome di suo padre, Spiros, e con il quale Latsis ha cominciato a trasportare melassa. Non si è comunque limitato al dolce prodotto e ha cominciato a offrire anche altri servizi. NEL MONDO ARABO Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser e il re libico Idris pensano che dare il patrocinio dello stato ai pellegrinaggi alla Mecca possa aumentare la fedeltà dei propri sudditi. Grazie alla benedizione dei due governi, Latsis riesce a inserirsi in questo business, che gli consente di guadagnare somme enormi. Nasser, che nel 1956 aveva nazionalizzato il canale di Suez, dichiara da parte sua che non avrebbe mai lavorato con alcun europeo, "fatta eccezione per Janis Latsis". Successivamente le sue relazioni d'affari gli procurano altre buone amicizie e nel 1967, ai tempi della guerra arabo-israeliana, Latsis mette la sua intera flotta a disposizione del Cairo, un gesto che gli procura un'enorme quantità di contatti tra gli arabi. Così, mentre Onassis mandava in frantumi il cartello del petrolio occidentale con le sue operazioni di trasporto navale non ortodosse (sull'orlo della concorrenza sleale), Latsis coltivava le sue amicizie con la famiglia regale saudita. La fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 sono un periodo d'oro per i mercantili di Latsis, che operavano soprattutto sulle rotte che portano alla Libia e all'Arabia Saudita. I porti di entrambi i paesi tuttavia erano in una condizione disastrosa e Latsis ha proposto di costruire dei terminal moderni. Nel periodo dal 1965 al 1985 le società di Latsis costruivano la prima raffineria nell'Arabia Saudita e il porto di Rabaya sul Mar Rosso. Gli appalti valevano centinaia di milioni di dollari, ma bisogna dire che si trattava di soldi guadagnati in modo relativamente onesto, nella competizione con grandi società multinazionali. Ai tempi delle attività di costruzione Latsis aveva assunto alle sue dipendenze più di 12.000 persone, molte delle quali (ingegneri e manager) erano greche. A questo periodo risale anche la sua amicizia con lo sceicco Yamani, il potentissimo ministro del petrolio dell'Arabia Saudita, e con il re Fahd, il cui palazzo di Gedda è stato costruito dal Gruppo Latsis. Così, negli anni '70 il Gruppo Latsis entra nel business dell'edilizia e attraverso il gruppo di società SETE Technical Services S.A. si interessa di un ampio spettro di attività tecniche, dalla costruzione di stabilimenti industriali fino a quella di edifici commerciali e abitativi, di porti, di infrastrutture nel settore energetico e idrico. Negli ultimi tre anni il Gruppo Latsis è entrato anche nel mercato immobiliare greco attraverso le affiliate della Lamda Development, costruendo un villaggio mediatico nella periferia di Atene in vista delle Olimpiadi del 2004, nonché un grande centro commerciale a Salonicco e strutture portuali e cantieristiche a Eleusina. La superficie totale degli edifici che attualmente la Lamda Development sta costruendo supera i 300.000 mq. Il Gruppo Latsis ha costruito anche un grande complesso abitativo nella capitale romena Bucarest. Oltre a 13 mercantili e a navi da crociera di lusso, il gruppo possiede anche un portafoglio di beni immobiliari composto da più di 100 edifici per un valore complessivo di 2 miliardi di dollari in Gran Bretagna, USA, Francia, Lussemburgo, Svizzera e Grecia. Nel 1979 Latsis ha acquistato da Aristotelis Onassis una piccola banca di Ginevra, la Deposit Bank, e dal 1990 a piccoli passi ha cominciato a organizzare operazioni bancarie in Grecia. Nel 1989 fonda la Private Bank & Trust Euroinvestment Bank, che nel 1990, grazie alla coinvolgimento di suo figlio Spiros Latsis, entra nel mercato bancario greco. Viene fondata la Euroinvestment Bank, sulla cui base verrà poi creata la EFG Eurobank Ergasias, a seguito di una aggressiva campagna di espansione e dell'acquisto della banca greca Ergasias. Oggi EFG Eurobank Ergasias è la terza banca della Grecia, con una capitalizzazione di mercato pari a 3,2 miliardi di euro. Intorno alla banca è stato creato un gruppo di società che lavorano in tutti i settori affini, dalle assicurazioni alle operazioni di borsa. La Deutsche Bank possiede il 9,0% del capitale della EFG Eurobank Ergasias. Dal 1997 Spiros Latsis è riuscito a fare dell'attuale Eurobank un vero e proprio gigante bancario. IL PRIMO MILIONE, SENZA LEGGENDE L'azione di una delle prime leggende sui successi iniziali di Latsis si svolge ai tempi della Seconda guerra mondiale. A quei tempi l'isola di Rodi, occupata dagli italiani, era stata invasa dai ratti. Il governatore italiano aveva promesso una lauta ricompensa a chi avesse saputo risolvere il problema e Latsis si è recato a Cipro, dove ha caricato sulla sua nave alcune centinaia di gatti. Mentre tornava via mare verso Rodi, tuttavia, la sua nave è stata bombardata dai tedeschi, ma prima di affondare, è riuscita ad arrivare al porto e l'orda di gatti affamati ha risolto definitivamente la minaccia dei ratti. Gli italiani hanno pagato a Latsis la ricompensa promessa e lui non solo ha sporto querela contro i tedeschi per ottenere i danni di guerra, ma la anche vinta sulla base del fatto che aveva compiuto con successo la sua missione di pace. Probabilmente si tratta di uno dei molti motivi per cui si sono sparse voci secondo cui Latsis era un collaborazionista. Dopo la guerra, tuttavia, è stato assolto e addirittura uno degli uomini che lo accusavano con più vigore, successivamente diventato deputato socialista, gli ha rivolto pubblicamente le sue scuse. Rimane un fatto, comunque, che Latsis non ama i socialisti. Nel 1967 Latsis, nonostante i suoi principi ("fai gli affari all'estero, e in Grecia solo beneficienza") è entrato in trattativa con la giunta militare dei colonnelli greci per costruire la raffineria di Eleusina nei pressi di Atene. Ha cominciato abbastanza presto a scontrarsi con nomi come quelli di Bodosakis, Mamidakis e Andreadis, gli squali dell'epoca. Otteneva contratti sulla base del suo contributo personale alla stabilità economica del paese, in un periodo in cui gli USA avevano cessato gli aiuti militari ed economici alla Grecia nel tentativo di fare cadere il regime dei colonnelli. Il nuovo benefattore ha in tal modo dimostrato come sia importante essere un capitalista nazionale nel momento opportuno. Nei primi anni la raffineria gestita dalla società Petrol di Latsis era nota per i lunghissimi scioperi e le proteste contro le cattive condizioni di lavoro. Durante la costruzione del porto di Rabaya, Latsis, senza scomporsi più di tanto, distribuiva ai propri dipendenti solo un pasto prima che andassero a dormire perché, affermava, con lo stomaco pieno non si può lavorare. In generale "condizioni di lavoro" era una frase tabu nei primi anni dell'impero Latsis. L'elemento più importante della sua raffineria sono gli enormi magazzini, che si sono rivelati sempre pieni allo scoppiare di ogni crisi petrolifera, delle quali era informato in anticipo. Latsis è sempre stato un generoso finanziatore dei partiti politici sia in Grecia che in Gran Bretagna. Nel 1991 il "Times" di Londra ha pubblicato un articolo in cui si rivelava che Latsis aveva donato 2 milioni di sterline ai conservatori. I laburisti hanno sfruttato la situazione, ma a quei tempi una persona vicina a Latsis ha commentato: "Ma perché se la prendono tanto? Quando conquisteranno il potere, anche i laburisti otterranno i loro 2 milioni". In Grecia Latsis ha finanziato addirittura anche i comunisti. I critici del magnate lo condannano soprattutto per i suoi rapporti con i dittatori greci. "Io sono un uomo d'affari. Ho firmato un contratto con il governo greco e non mi interessa la storia colonnelli o non colonnelli", aveva dichiarato a suo tempo. Dopo la caduta della dittatura nel 1974, tuttavia, ha trovato un'occupazione per numerosi colonnelli che non erano stati imprigionati. Poco dopo Latsis ha migliorato le proprie relazioni con i socialisti del PASOK. Nel 1986, durante il varo della nave Hellas-Fos, allora il più grande mercantile del mondo, aveva dichiarato in presenza di Andreas Papandreou e Konstantinos Mitsotakis, che "la Grecia non appartiene ai politici". Allo stesso tempo Latsis, quando ve ne era bisogno, sapeva essere astutamente servile, come quando aveva steso personalmente un tappeto rosso davanti ai piedi di Mihail Gorbaciov. NON ACCETTARE REGALI EQUIVOCI? Un'altro posto in cui Latsis è felice di investire i propri soldi sono le innumerevoli organizzazioni di beneficienza, tra le quali naturalmente vi è anche il programma per i giovani imprenditori del principe Carlo. Latsis ha pagato il restauro del monastero di Santa Caterina nella penisola del Sinai e in Grecia la Fondazione Latsis ha fondato una scuola, nella quale studiano studenti greci poveri e immigranti dal Kosovo e dall'Albania (la famiglia Latsis ha radici albanesi). Per questi suoi interventi Latsis si è meritato le sincere lodi dell'ONU. Molti dei critici di Latsis affermano che le sue attività di beneficienza non hanno motivazioni esclusivamente filantropiche. Le donazioni, per esempio, gli hanno aperto le porte nella cerchia più stretta della famiglia reale saudita e Latsis è uno dei pochi ai quali viene consentito di baciare pubblicamente la mano del re Fahd. Al fine di ottenere questo diritto ha speso 3,5 milioni di dollari per acquistare da Stavros Niyarhos lo yacht Atlantis, che poi ha regalato al re saudita. Gli yacht, naturalmente, sono uno dei più importanti simboli di ricchezza e Latsis non è rimasto indietro in questo campo. Il suo Alexandar è il quarto del mondo per dimensioni e secondo un aneddoto tale imbarcazione di 130 metri raggiunge solo 13 nodi di velocità perché al suo interno ha intere tonnellate di decorazioni in marmo. Sull'Alexandar nel 1991 ha viaggiato il principe Carlo in compagnia della principessa Diana nel tentativo di fare una seconda luna di miele. Vi hanno viaggiato anche Margaret Thatcher, George e Barbara Bush, Colin Powell, Mihail Gorbaciov, Boris Eltsin, e anche il principe Guglielmo ama organizzare i suoi party tra giovani nel più grande bar galleggiante del mondo. Latsis possiede anche la meravigliosa residenza vittoriana di Bridgewater, che confina con la casa della famiglia Spencer, da dove provengono i suoi contatti amichevoli con la principessa Diana. L'altro tramite di contatto con la famiglia reale inglese è il monarca greco in esilio Costantino. Nel 1991, in occasione di un ricevimento organizzato per i cinquant'anni del monarca, Latsis è stato fatto sedere a fianco della regina d'Inghilterra. Un anno prima a Bridgewater si era svolta la conferenza dei G-7, in occasione della quale il capitano John (come lo chiama George Bush senior) ha personalmente baciato le guance degli ospiti in arrivo. Solo l'allora presidente francese George Mitterrand non è sembrato molto lieto di questa forma meridionale di ospitalità. Ma ai miliardari si perdonano molte cose. Nel 1991, in occasione di una riunione della NATO tenutasi a Londra, Janis Latsis ha presentato Margaret Thatcher al premier greco Konstantinos Mitsotakis con le parole: "Ti presento Margaret Thatcher, a letto è fantastica e se vuoi questa sera la puoi avere". Mitsotakis è arrossito, mentre Thatcher, che non capisce il greco, ha continuato a sorridere ignara di tutto. Il premier portoghese, che si trovava a pochi passi di distanza, ha risposto invece in perfetto greco: "Signor Latsis, qualcuno di noi non vi perdonerà questi scherzi". E saranno molti quelli che anche dopo la sua morte non gli perdoneranno nulla, ma una cosa è sicura, e cioè che di businessmen come Barba Janis ormai non ne nascono quasi più. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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