Risovere un problema ai capelli (a volte anche grave) spesso è una cosa stupida! Succede per caso e quando non è più un problema non se ne parla più. Ci si dimentica, perchè si vuole dimenticare. Ma prima di allora possono susseguirsi calvari di esperienze negative sia a livello morale che economico che fanno diventare scettici e antipatici persino i più ottimisti.
Sono perfettamente d'accordo con chi utilizza rimedi di origine vegetale per il trattamento delle anomalie dei capelli e del cuoio capelluto. A proposito, la spora presente negli interstizi follicolari si chiama "Phytirosporum ovalis" ed è normale che ci sia, in forma latente, ma se attaccata con sostanze del tipo: derivati di solfuro di selenio, ketoconazolo, piroctone olamine, zoncopiritione ecc. ecc. c'è il rischio che dopo un paio di trattamenti possa diventare resistente, ma non finisce quì! aumenta la sua virulenza innescando inevitabilmente meccanismi di difesa da parte del sistema pilifero che non sono altro che stadi avanzati di anomalie stesse. Quindi attenzione ad utilizzare prodotti di questo genere.
Per quanto concerne l'aceto di mele utilizzato come sostanza in grado di ripristinare il pH della cute posso asserire che è un prodotto blando che aiuta molto, ma non è sufficiente.
Esiste un prodotto a base di estratto di uva nera fermentata e portata all'acetificazione attraverso un processo naturale che sviluppa fermenti vivi (come nello yoghurt) che funziona cento volte di più di altri similari. E' come i fermenti lattici che ricambiano la flora batterica intestinale, questi invece, (fermenti acetici) riequilibrano la flora batterica cutanea normalizzando di conseguenza le funzioni pilosebacee. Agendo quindi per affinità e non per contrasto il problema si risolve in modo semplice e fisiologico.