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Allora Se Non Si È Calvi A 30 Non Lo Si Diventa+?


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Purtroppo questo argomento posto dal Dr. Marliani nell'altro topic non ha avuto seguito invece credo che sia una cosa importantissima perchè da davvero molte speranze.

 

il doc scriveva che ci sono due tipi di calvizie:

1) quella che colpisce tra i 18 e i 26 anni

2) quella tardiva che colpisce dopo i 32

 

basta camminare per strada e guiardarsi intorno e rendersi conto benissimo di coloro che hanno preso la versione più aggressiva. ma il punto è un altro e vi pongo le solide domande:

 

1) se non si è diventati calvi entro i 30 anni difficilmente lo si diverrà: questo quindi non è legato alle cure oppure si?

 

2) un soggetto che a 30 anni è un po diradato ma non ha mai fatto cure specifiche (fina/minox) non diventerà mai pelato?

 

3) coloro che si sono accorti della calvizie attorno ai 26-28 anni come fanno a stabilire in quale delle due categorie appartengono?

 

4) sulgli effluvi: è vero che gli effluvi cronici possono colpire maggiormente nel vertex come un'AA e pertanto confusi con essa?

 

5) gli effluvi cronici possono provocare come nell'AA l'atrofia del bulbo con conseguente calvizie irreversibile?

 

scusate le tante domande ma tra poco ce ne an diamo in ferie e non vorrei portarmi dietro questi atroci dubbi! grazie Doc.

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In genere durante la visita dermatolgica si formula un ipotesi di cio' che dovrebbe accadere,valutando forma e profondita' delle stempiature,tipo di capelli eta',ereditarieta' per la caduta,questo a grandi linee a meno di imprevisti sempre che il responso sia corretto.

1)In presenza di androgentetica peggioramento lento e continuo,nei casi meno gravi fino ham 3 vertex,oppure ludwig,non si puo' generalizzare,senza cure intendo.

4)L'effluvio dirada in maniera omogenea tutta la testa,con uno schema ovale tracciando una riga verticale dall'attaccatura alla nuca verso i bordi,e parallelamente dalla linea frontale,verso la base del collo abbiamo anagen piu' lunghi(differenza minima).

5)Sento parlare in alcuni casi di atrofia,ma se l'effluvio è reversibile mi orienterei piu' su un 'areata o androgenetica.A volte non tutti i capelli si riprendono(cosi' si legge).

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recenti studi hanno dimostrato che la fine non perde per nulla di efficacia negli anni tantè che fu scoperta come stimolatore dalla crescita in uomini che la usavano da anni per l'iperplasia prostatica benigna.

 

x Calmo, grazie infinite delle tue risposte. resta un solo dubbio: SE NON SI E' DIVENUTI CALVI ENTRO I 30 SI HANNO QUINDI MAGGIORI POSSIBILITA' DI MANTENERE LA CHIOMA?

 

scusa se ripropongo la domanda. vorrei capire se lpaffermazione del Dottore era riferita all'assunzione o meno di farmaci, ovvero: la frase riportata si riferiva a soggetti trattati o non trattati da farmaci/topici?

 

io l'interpreto così: se sei soggetto ad AA ma non assumi nulla, se riesci a mantenere la chioma in modo discreto fino a 30 c'è maggiore probabilità che la tua AA non sia eccessivamente aggressiva.

 

che dite?

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Niente figurati,credo si parli di androgenetica stabile a 30 anni riferendosi ai danni portati sulla capigliatura nell'arco di un periodo abbastanza ampio.Il decorso continua,lentamente pero' si puo' azzardare la progressione eventuale ,se il diramento è limitato al vertice in modo contenuto,se la liena frontale regge,stempiature poco pronunciate,ecc.anche la storia familiare è utile in questo.

La funzione dei farmaci è quella di mantenere la capigliatura piu' a lungo e ridurre la miniaturizzazione.In quanto all'affermazione citata sopra,penserei che senza l'uso di farmaci valuti meglio la progressione naturale,quindi senza,pero anche si parla di tempo guadagnato contro la progressione dell'alopecia come una terapia gia'utile.

Buon proseguimento

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Anch'io mi baso su interpretazioni e letture:c'è chi parla piu' relaisticamente di mantenimento,tempo guadagnato, e chi snocciala dati del tipo 90% stabile e 60% migliorati.

Le esperienze sono di alcuni xxxxx che si ritengono soddisfatti del farmaco,notando anche miglioramenti,altri molto meno incidenza modesta,a seconda anche del diradamento.

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La domanda di dopo i trenta l'avevo già postata tanto tempo fa; sapevo infatti che poteva interessare molti giovani che non avevano avuto problemi fino ad allora o avevano appena manifestato l'AA ed erano riusciti ad arginararla con cure.

 

 

Ora, se il mio contributo può essere utile vi riporto ciò che ho letto su più siti consultati. Naturalmente con l'obbligo di prendere tutto ciò che vi dico con le pinze :

 

Vi sono due tipi di forme di AA .

La prima, la più aggressiva attacca verso i 18-20 anni e raggiunge il suo apice intorno ai 24-25.

La seconda più benigna (questo il vocabolo riportato) è molto più lenta e graduale.

Si inizierebbe a manifestare in tutti quei soggetti che presentano già un'attaccatura tipoII Norwood in un'età compresa fra i 26 e i 34 anni.

Ora, è naturale che forme di frontoparietale maschile fisiologica (grazie a "il calmo" per avermele esaurientemente spiegate in un vecchio post ;) ) non necessariamente (anzi di solito non lo fanno) evolvono verso una AA; ma cmq se proprio una AA tra i 26 e i 34 ci deve essere allora questa colpirà maggiormente chi presenta quantomeno una minima forma a V.

 

E'anche vero che queste informazioni non sono Vangelo. Mio padre fino a 45-50 anni aveva i capelli poi ha iniziato piano piano a diradarsi nel vertex.

A 74 ora li ha , ma li ha radi.

 

 

Per Askanio.

Probabilmente - ma azzardo una mia opinione - tuo padre ha una normale ipotrofia (credo si chiami così) cioè un diradamento naturale nelle persone che avanzano con l'età.

Ora non so quanti anni abbia il tuo, ma se guardi nelle persone dopo i 50 -60 pur mantenendo una discreta attaccatura e vertex presentano capelli sottili e diradati.

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Grazie Luke del tuo intervento, infatti il punto della mia discussione è proprio questo: le AA lente tra i 26 e i 34 (in realtà il doc aveva parlato di dopo i 30 ma fa lo stesso, l'importante era focalizzare la nostra attenzione sulle AA "meno aggressive".

 

1) se un'AA aggressiva che colpisce tra i 18 e i 24 porta alla classica pelata (vedo infatti spesso giovanissimi che alle università che già a poco più di 20 anni sono con la pelle lucida segno di una calvizie inesorabile e aggressiva, uno stesso mio ex compagno di facoltà nonostante le cure a 21 anni era praticamente pelato).

 

ma torniamo all'AA "TArdiva" appunto, pongo delle domande:

 

1) un AA "TArdiva" va considerata e gestita a tutti gli effetti come un'AA "Aggressiva"? (stesse cure e costanza nelle terapie)

 

2) un AA "TArdiva" se viene trascurata avanza alla fine portando un paziente alla stessa situazione di un 20 con un'AA "Aggressiva"?

 

2) trattandosi di AA "TArdiva" e meno forte di quella che colpisce a 20 anni o giù di li, potremmo ipotizzare dei trattamenti più tenui? (minoxidil solo al 2%, estrone solfato, niente finasteride, magari qualche ciclo di amixexidil?).

 

grazie

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Sai...avevo posto questo tipo di interrogativo .

In linea del tutto generale si diceva che chi raggiunge i 30 - 31 senza alcun problema di calvizie è difficile che poi ne sia affetto.

Da quella risposta deduco che l'intervallo 25-30 anni fosse il periodo discriminante; forse un periodo entro il quale (in caso di primi segnali di insorgenza) far ricadere una AA "tardiva".

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castano chiaro,

credo che un'alopecia androgenetica che sia tardiva o aggressiva e' pur sempre e semplicemente un'alopecia androgenetca!Nessuno potra' mai dirti se i capelli ti rimarranno in testa o finiranno sul pavimento!Prevenire e' meglio che curare!

ciao

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1) se non si è diventati calvi entro i 30 anni difficilmente lo si diverrà: questo quindi non è legato alle cure oppure si?

 

R: la domanda non è chiara.

 

 

 

 

2) un soggetto che a 30 anni è un po diradato ma non ha mai fatto cure specifiche (fina/minox) non diventerà mai pelato?

 

R: non diventerà più un vero calvo.

 

 

 

 

3) coloro che si sono accorti della calvizie attorno ai 26-28 anni come fanno a stabilire in quale delle due categorie appartengono?

 

R: dallo stato del padre e el nonno materno.

 

 

 

 

 

4) è vero che gli effluvi cronici possono colpire maggiormente nel vertex come un'AA e pertanto confusi con essa?

 

R: si è vero.

 

 

 

 

 

5) gli effluvi cronici possono provocare come nell'AA l'atrofia del bulbo con conseguente calvizie irreversibile?

 

 

R: un effluvio porta ad ipotrichia non a calvizie.

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2) un soggetto che a 30 anni è un po diradato ma non ha mai fatto cure specifiche (fina/minox) non diventerà mai pelato?

 

R: non diventerà più un vero calvo.

 

--------------------------------------------------------------------------------------------

 

Non sono d'accordo.

 

Il mio parrucchiere, per sua stessa ammissione, era pieno pieno di capelli fino a 29anni, senza aver fatto nulla per curarli.... poi, in tempi brevissimi, si e' ritrovato come e' (purtroppo) adesso: un calvo totale.

 

Idem per mio genero, 30anni: solo recentemente sta iniziando a perdere paurosamene i capelli, fino a un paio di anni aveva solo una leggera stempiatura.

 

Anche tra i personaggi del mondo dello spettacolo, gli esempi di questo tipo non mancanco: in particolare, mi ha colpito in modo estremamente sfavorevole, il caso 'atipico' di Cecchi Paone: senza problemi fino a 4/5 anni fa, e ora incredibilmente peggiorato e destinato (se non fa niente) ad una calvizie totale.

 

Non so la sua eta', ma immagino che abbia sicuramente piu' di quarant'anni.... dunque anche chi ha superato la soglia dei trenta e puo' vantare una buona capigliatura, deve sentirsi sempre in 'campana'.

 

Certo... pur sempre beati loro, che almeno si sono goduti adolescenza e giovinezzza con i capelli e in tutta tranquillita', che non me.... che gia' a 14 anni l'androgenetica mi aveva scelto come suo bersaglio da colpire. :( :( :(

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Ringrazio il Dr. Marliani per il suo intervento per me così atteso proprio perchè alcune delle mie domande erano tratte da un suo intervento.

 

La ringrazio quindi moltissimo per averci chiarito i dubbi al rigrardo. preciso che 1) se non si è diventati calvi entro i 30 anni difficilmente lo si diverrà: questo quindi non è legato alle cure oppure si?

 

R: la domanda non è chiara.

 

Intendevo dire che in caso di "AA Tardiva" anche se non si adottano le cure specifiche (fina/minox), tutto sommato la calvizie non evolverà mai in modo grave come una AA "Aggressiva", scusi per quesit termini.

 

Le vorrei invece porre un quesito sull'Ereditarietà e la mia situazione:

 

ho avuto due diagnosi differenti AA da un medico e TE da un altro.

 

-mio padre pieno zeppo di capelli, doppi, neri, foltissimi, attaccatura da brasiliano!

 

- mio nonno materno pelatissimo già a 25 anni.

 

- perdo i capelli maggiormente nel vertex ma dalla sospensione della finasteride da 2 mesi pieni + utilizzo di Proviron (Dht) in seguito a intervento di varicocele, non ho avuto praticamente peggioramenti.

 

aggiungo: vegetariano, dieta priva di ferro, gruppo b, folati, vitamina c per anni.

perdo capelli al 90 % lunghi e con bulbo, in minima parte miniaturizzati.

 

questa la mia situazione, grazie

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Tutti i dermatologi che mi hanno visitato ( e sono tanti, più di 10) confermano la teoria del dott- Marliani. Dopo i 32 anni in genere, statisticamente parlando, la calvizie grave non colpisce più....poi ovviamente ci possono essere le eccezioni ma è più probabile che ciò che fa cadere i capelli dopo i 32 anni siano altre cause sicuramente meno androgenetiche!!! Consideriamo cmq che con l'età il numero di capelli diminuisce...ma ciò è dovuto all'invecchiamento.

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Questa teoria la conferma anche il mio parrucchiere!(con tutto il rispetto per il dott. Marliani)Io penso che le teorie non siano il nocciolo delle nostre richieste!Purtroppo non si sa molto dell'argomento e le ipotesi che seguono sono tante anche se poi in effetti si legano giustamente a statistiche!Le nostre cure sono a base di elementi che non sono proprio "acqua fresca" e le proviamo sulla nostra pellaccia!Penso che capite cosa voglio dire!Scusate lo sfogo ma trovandomi nella stessa barca vorrei capirci meglio sulla rotta da seguire!

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Google in effetti non ha tutti i torti.

Credo, infatti che se vi sono degli orientamenti e delle regole di massima queste vengano estratte esclusivamente dalle statistiche. E' pur vero quindi che i vari Cecchi Paone o Enrico Ruggeri rientrano nello scarto e nelle differenze che offrono le statistiche.

 

Alla fine pure la familiarità paterna o materna è una statistica.

Per esempio un problema di previsione:

Io ho 33 anni e conservo per ora intatta la capiglatura (forse un II Hamilton). Mio fratello a 45anni li ha tutti. Mio padre all'età di 50era leggermente più diradato. Mio nonno all'età di mio padre era calvo.Ora perchè - a logica -mio fratello non ha seguito il destino di mio nonno o quantomeno il diradamento di mio padre?

Alla fine credo che non siamo cloni ma complicatissimi cokteil genetici (ho visto xxxxx pelati a 24anni con padri e nonni capellonissimi).

 

 

Un'ultima domanda importante rivolta a tutti coloro arrivati alla soglia dei 30 senza aver avuto AA.

La prevenzione come si attua? L'uso di farmaci? La cura con integratori naturali e meglio? Cosa può mantenere in buona salute il capello e attivo il suo ciclo di vita? Quali i segreti per preservarlo il più possibile nel tempo (genetica permettendo)?

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ciao xxxxx,

per l'idea che mi sono fatto occorre cercare di essere obiettivi al massimo nell'affrontare il motivo o i motivi della propria caduta.

 

i capelli si iniziano a perdere per vari motivi anche se tra i principali ci sono l'androgenetica e gli effluvi.

 

gli studi e le statistiche sono importanti ma fino a un certo punto poi ognuno di noi rappresenta un caso proprio con magari delle analogie con altri.

 

quando si perdono i capelli di solito occorre capire se si tratta di una cosa del momento (forte stress, effetti di un'alimentazione errata intrapresa dei mesi prima dell'evento), oppure se i capelli per tipologia assomigliano ad un'androgenetica.

 

si sta parlando moltissimo di effluvio in questo forum, ma non dimenticatevi che per attribuirsi un effluvio occorrono degli elementi fondamentali: situazioni di stress acuto, alimentazione povera di alcuni elementi.

 

perciò, Cecchi Paone a parte, se si ha il nonno materno come lo zio Fester e si iniziano a perdere i capelli nel vertex verso i 23m anni non c'è effluvio che tenga.

 

la realtà è che se si arriva in un modo o nell'altro alla trentina con una buona densità di capelli i casi sono due: non si è affetti da AA oppure le cure che si sono fatte hanno davvero funzionato.

 

a tutto questo occorre aggiungere una cosa fondamentale: la finasteride è giunta sul mercato tardi per molti che oggi hanno i loro 30-35 anni per cui essi non hanno potuto beneficiare di una cura di fina come chi si trova ad usarla già dai 20 anni, permettendogli di contrastare l'androgenetica molto più efficacemente rispetto a un oggi 32 enne che ha iniziato ad assumere questo farmaco magari a 26 anni quando l'AA aveva già fatto dei danni.

 

molto spesso infatti si fa una terapia che da dei risultati nei primi 2-3 anni ma dopo inizia a scendere così si tende ad ipotizzare un effluvio come a volersi dare delle speranze in più.

 

occorre essere razionali, se non è zuppa è pan bagnato. fate le analisi e verificate i valori di ferro, rame, folati, b12, fate un wash test dopo non aver lavato i capelli una settimana e valutate se i capelli che perdete sono superiori ai 100 e se la maggioranza sono maturi lunghi o miniatiruzzati.

 

già questi due elementi sono abbastanza per potervi dire se il vostro problema è effettivamente un'AA o un TE cronico, dopo anche se non potete fare un tricogramma potete fornire al vostro derma degli elementi molto più sicuri per una valutazione.

 

purtroppo viste le analogie e similitudini tra AA e TE che in alcuni casi li fanno confondere anche a medici esperti, è opportuno cercare di assumere il maggior numero delle informazioni.

 

in sintesi:

fattori ereditari: in ordine - nonno materno, padre, nonno paterno.

 

età nella quale ci si è accorti della calvizie.

 

zona in cui si ha maggiore incidenza di caduta e diradamento.

 

quantità di capelli persi in un wash test.

 

tipologia di capelli, miniaturizzati o maturi.

 

facilità di distacco di capelli maturi (lunghi) alla trazione, valutare se con una prova di trazione ne vengono via più di 4-5 con molta facilità.

 

presenza o meno di pruriti in zone della caduta (fronte e vertex).

 

presenza o meno di dermatiti/sebo.

 

carenze alimentari: ferro, zinco, vit.b, acido folico - verificare se si fa una dieta priva di questi elementi per lungo tempo (vegetariani, persone a dieta perenne, disordini alimentari).

 

presenza di ansia, stress prolungato, shok psicologici etc.

 

credo che questi che vi ho elencati siano gli elementi fondamentali per fare almeno la differenza tra AA e TE. non vi sarà difficile identificare i punti che fanno la differenza tra i due tipi di cadute più diffuse.

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SONO SEMPRE PIU' CONFUSO!

Quattro anni fa feci una "dieta" se cosi' si puo' chiamare c

he mi vide perdere in 3 mesi,non ci crederete quasi 30kg! :fischietto:

Per l'esattezza 27!

Come ho fatto?

Non mangiavo! :o

Ho continuato per due anni a mantenere il peso di 68kg quando prima ne pesavo 97!

dalla taglia 52 ero passato alla 44 e se mi si metteva alla luce un radiologo poteva leggermi dentro!

1,87 di altezza x 68kg...potete immaginare!

La massa muscolare era scesa notevolmente!

Bhe in quegli anni che mi nutrivo praticamente di aria la mia capigliatura era misteriosamente rinvigorita!saro' un marziano?? :visitor:

Ora che ho ripreso una parte di quei chili mi si e' ripresentato il problemino!

alimentazione/stress/calvizie?BHOOOOOOOO?

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ci sarebbero diversi personaggi dello spettacolo che potrebbero far cadere la teoria dei dopo i 30......

 

Sean connery ad esempio,quando ha girato il primo 007 aveva gia' 37 anni mi pare e una bella righetta da parte da bravo ragazzo.......

adesso non ha piu' un capello.........

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L'informazione è tutto,come insegna la sezione trapianto ;) ma fino a che punto la caduta va considerata normale o patologica,una volta messi a conoscenza che nell'uomo è un fatto abbastanza comune!?

Francamente non mi piace sentirmi dire che diradarsi è normale,dico se si puo' solo rallentare, preferire intervenire,allora cerchero' un metro di giudizio piu' convincente.

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