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PER IL DOTTOR MORSELLI


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4 risposte a questa discussione

#1 garcia76

garcia76
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Inviato 17 maggio 2003 - 04:39

VOGLIO FARE UN INTERVENTO,GIà NE HO FATTI DUE DI PICCOLA ENTITà.VOGLIO AUMENTARE LA DENSITà DELLA MIA LINEA FRONTALE E ANCHE LA NATURALEZZA.SICCOME I MIEI CAPELLI SONO TUTT'ALTRO CHE RADI MI CHIEDEVO COME SI POSSANO METTERE DEGLI ALTRI CAPELLI IN SPAZIETTI MOLTO STRETTI SENZA PREGIUDICARE I CAPELLI PRECEDENTEMENTE TRAPIANTATI.CREDO CHE AL MASSIMO AVRò BISOGNO DI 500 GRAFTS E INTENDEVO FARE LA SESSIONE CON COLE IN GRECIA UTILIZZANDO LA FIT.CHE NE PENSA?POSSO ESSERE UN SOGGETTO ADATTO?OPPURE PER UN INTERVENTO COSì PICCOLO POSSO UTILIZZARE ANCHE LA TECNICA TRADIZIONALE?INFINE VOLEVO CHIEDERLE COSA NE PENSA DELLA TECNICA NO TOUCH DEL DHI DI ATENE USATA DA MINOTAKIS.LORO PROMETTONO UNA DENSITà DI 100 CAPELLI PER CMQ!UNA COSA ENORME....

#2 Guest_Dott. Morselli_*

Guest_Dott. Morselli_*
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Inviato 18 maggio 2003 - 11:54

L’estrazione di unità follicolari (“FUE” = Follicular Unit Extraction secondo W.R. Rassman, o “FIT” = Follicular Isolation Technique, secondo J.P.Cole) è il prelievo diretto mediante punch e pinzette di FU dall’area donatrice.
Questa metodica, ideata dal dott. Masumi Inaba, sperimentata scientificamente per primo dal dott. W. R. Rassman di Los Angeles dal 1997 e utilizzata da circa 1 anno anche da altri chirurghi della hair restoration, è un perfezionamento della tecnica di prelievo con punch a tutto spessore utilizzata per le “isole”. Nella FUE o FIT il diametro dei punch è limitato per consentire il prelievo di una singola FU, inoltre il taglio del c.c. si ferma allo strato medio del derma per evitare amputazioni in profondità dei follicoli non rettilinei: l’FU viene poi sfilata per trazione con una pinzetta da gioielliere e collocata nell’area ricevente con tecnica tradizionale.
Per ora il numero di FU estraibili in una seduta varia da 500 a 1000, secondo gli autori. Il vantaggio è l’assenza della cicatrice occipitale, sostituita da minuscole cicatrici che guarirebbero senza lasciare traccia. L’indicazione è limitata a situazioni che non richiedano eccessive quantità di capelli (potrebbe essere il Suo caso).
Un altro vantaggio della FUE è la possibilità di scegliere le FU da estrarre: per rinfoltire una linea frontale conviene utilizzare FU mono- o bifollicolari, assai piccole ma ben individuabili prima dell’estrazione, che meglio rispettano le unità presenti nell’area ricevente.
Non tutti i soggetti sono idonei alla FUE, perché in certuni le FU si frammentano durante l’estrazione: è pertanto opportuno valutare prima con un apposito test (il cosiddetto “FOX Test”) la percentuale di FU estraibili integre.
In alternativa è sempre possibile migliorare la linea frontale con la metodica classica dello strip. Comunque si proceda, è ovviamente necessario considerare lo stato della capigliatura presente, sia nell’area donatrice sia in quella ricevente, per formulare una previsione attendibile sul risultato ottenibile. Il dott. Cole saprà consigliarLa per il meglio, dopo aver valutato i vari parametri.
Ho visto operare il dott. Minotakis e la sua equipe, che ho trovato di eccellente livello. L’utilità del dispositivo di Choi (ora modificato) è a mio avviso modesta, perché introduce una manipolazione supplementare dei graft, mentre non evita la fase più “a rischio” della loro preparazione, che è la separazione delle FU. Con una buona tecnica “stick and place” il traumatismo ai follicoli in fase di introduzione è pressochè nullo.
Quanto alla densità ottenibile, è effettivamente possibile con 2 sedute raggiungere e anche superare i 100 capelli per cmq, ma prima di trapiantare si debbono sempre tenere presenti i tre parametri fondamentali: la quantità di capelli trapiantabili (in media 12.500, con notevole variabilità da caso a caso), la superficie da ricoprire che può arrivare a 500 cmq., e la densità dei capelli presenti, che può essere 0. Ad es., in un soggetto completamente calvo di grado Norwood VII potremo coprire con una densità di 100 capelli/cmq solo ¼ della sua calvizie; diradamenti modesti su aree limitate consentono rinfoltimenti maggiori.
Dott. M. Morselli
P.S.: troverà notizie più dettagliate sulla FUE nel Post: "FUE, lo stato dell'arte"

#3 garcia76

garcia76
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Inviato 18 maggio 2003 - 01:05

Grazie dottore,è stato gentilissimo e chiarissimo.Le pongo un altro quesito.Nel momento in cui intendessi sottopormi ad un intervento di tipo tradizionale potrei utilizzare i grafts estratti oltre che per rinfoltire la linea frontale anche per coprire la cicatrice dietro la nuca?Il tutto naturalmente nello stesso intervento.Mettiamo il caso che di 500 grafts ne utilizzassi circa un centinaio per andare a coprire la cicatrice dietro la nuca,avrei un valido risultato coprente?

#4 gionni

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Inviato 18 maggio 2003 - 06:27

quest'ultimo quesito di garcia76 sul coprire la cicatrice con i capelli interessa anche me!!!!è possibile un buon risultato???
la cicatrice si vedrebbe ancora???
GRAZIE DOTTOR MORSELLI x una pronta risposta!!!

#5 Guest_Dott. Morselli_*

Guest_Dott. Morselli_*
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Inviato 21 maggio 2003 - 08:03

La cicatrice nucale va trattata in due tempi: il primo tempo è dedicato alla sua riduzione, cioè all'asportazione di tutto o della massima quantità possibile di tessuto cicatriziale; il secondo tempo, che si può evitare nel caso la nuova cicatrice risultasse minima, prevede la sua copertura con capelli autotrapiantati prelevati da un'altra zona della nuca.
Si potrebbero utilizzare parte dei grafts per ricoprire i bordi della ferita subito dopo la sutura, ma vi sono scarse garanzie di attecchimento, inoltre la nuova cicatrice che andrà a formarsi, piccola o grande che sia, sarà completamente scoperta.
L'attecchimento dei grafts sul tessuto cicatriziale è meno garantito che sul cc normale, ma la la sola riduzione o la combinazione riduzione + trapianto può dare buoni risultati.
Dott. M. Morselli




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